Una pioggia nera e maleodorante ha colpito Teheran dopo giorni di bombardamenti, tempeste di sabbia e una siccità che ormai va avanti da sei anni. La capitale iraniana si ritrova a fare i conti con uno scenario che sembra uscito da un film catastrofico: dal cielo cade una melma scura, densa e carica di sostanze tossiche, mentre le strade e le auto restano ricoperte da una patina oleosa che somiglia a vernice industriale. E non è un’esagerazione giornalistica. Le testimonianze dei residenti, confermate anche dalle autorità, raccontano qualcosa di davvero allarmante.
Cosa ha provocato la pioggia nera su Teheran
Le segnalazioni sono esplose nel fine settimana, quando tantissimi abitanti hanno cominciato a pubblicare sui social video e foto di questa pioggia scura. Il fenomeno è legato direttamente agli attacchi aerei israeliani contro i depositi di petrolio situati nei dintorni della capitale. I bombardamenti hanno provocato incendi giganteschi, con colonne di fumo nero altissime che hanno liberato nell’atmosfera enormi quantità di residui di combustione. Tutto quel materiale tossico, sospeso in aria, si è poi mescolato con le precipitazioni naturali. Il risultato è stato un rovescio di acqua nera impregnata di composti oleosi e chimici.
Non si tratta solo di un problema estetico o di pulizia delle strade. Molti abitanti di Teheran hanno riportato sintomi preoccupanti: difficoltà a respirare, mal di testa persistenti, irritazioni agli occhi, alla gola e persino problemi cutanei. Una residente ha raccontato alla stampa internazionale che era come se un mostro nero avesse inghiottito il cielo sopra la città. Un’immagine forte, ma che rende bene l’idea di quello che stanno vivendo milioni di persone.
I rischi per la salute: l’allarme della Mezzaluna Rossa
Anche la Mezzaluna Rossa iraniana ha lanciato un allarme serio, avvertendo che queste precipitazioni potrebbero essere altamente acide e rappresentare un pericolo concreto per la popolazione. Secondo gli esperti, il livello di acidità della pioggia nera su Teheran potrebbe essere paragonabile a quello dell’aceto di mele. Può sembrare un paragone banale, ma quel grado di acidità è più che sufficiente per causare irritazioni cutanee significative e danni alle vie respiratorie, soprattutto nei soggetti più vulnerabili come bambini e anziani.
E non finisce qui. L’acqua contaminata potrebbe contenere un cocktail di sostanze nocive particolarmente pericolose: idrocarburi, composti aromatici classificati come cancerogeni, anidride solforosa e ossidi di azoto. Tutti elementi che derivano dalla combustione del petrolio e che, trasportati dal fumo degli incendi, sono finiti direttamente nelle nuvole sopra la capitale iraniana.
