Il prezzo delle memorie NAND sta esplodendo, e la notizia non è di quelle che passano inosservate. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal media coreano Sedaily, Samsung avrebbe deciso di raddoppiare i prezzi per il secondo trimestre consecutivo, portando l’aumento complessivo a livelli che non si vedevano da tempo. Parliamo di un incremento che, sommando i rialzi del primo e del secondo trimestre del 2026, potrebbe superare il 200% nel giro di pochi mesi. Una cifra che fa girare la testa, soprattutto a chi lavora nel settore dell’assemblaggio o semplicemente stava pensando di comprare un nuovo SSD.
La corsa ai rialzi non riguarda solo Samsung
Sarebbe troppo semplice puntare il dito contro un unico attore. La verità è che l’intero comparto delle memorie NAND si trova in una situazione di forte tensione. Anche colossi come SK Hynix e Kioxia starebbero valutando aumenti significativi, spinti dalla domanda che arriva dal mondo dell’intelligenza artificiale. Ed è proprio qui che si nasconde il cuore del problema.
Negli ultimi anni, lo sviluppo dell’IA ha cambiato radicalmente le priorità dei produttori di semiconduttori. I server dedicati al calcolo ad alte prestazioni richiedono quantità enormi di storage veloce e affidabile, e gli SSD basati su tecnologia NAND sono diventati componenti fondamentali per gestire dataset sterminati e carichi di lavoro sempre più complessi. Questa fame di capacità ha spostato la produzione verso il segmento enterprise, lasciando meno spazio al mercato consumer.
A complicare le cose c’è anche la difficoltà strutturale dei produttori nel bilanciare le linee produttive tra DRAM e NAND. Non è un interruttore che si accende e si spegne a piacimento: convertire capacità produttiva richiede tempo, investimenti e pianificazione. Nel frattempo, la domanda continua a correre.
Cosa cambia per chi compra un PC o un SSD
Qui si arriva al punto che interessa davvero la maggior parte delle persone. Se i prezzi delle memorie NAND continuano su questa traiettoria, le conseguenze sul mercato consumer saranno inevitabili. Gli SSD, che negli ultimi anni erano diventati accessibili anche nelle tagli più capienti, rischiano di tornare a costare cifre importanti. E non parliamo solo dello storage: l’effetto a catena potrebbe coinvolgere l’intero ecosistema dei PC, dai portatili ai desktop assemblati.
I produttori di computer si troverebbero costretti a rivedere i listini, oppure a fare compromessi sulla capacità di archiviazione offerta nelle configurazioni base. Per chi assembla macchine su misura, il calcolo del budget potrebbe diventare parecchio più complicato rispetto a qualche mese fa.
Secondo alcune stime, nell’ultimo anno i prezzi della NAND sarebbero già cresciuti fino al 450%. Un dato che ricorda le peggiori crisi delle memorie DRAM del passato, ma con una differenza importante: questa volta gli incrementi sembrano ancora più aggressivi e sostenuti da una domanda che, almeno nel breve periodo, non dà segnali di rallentamento.
