Un elemento che nessuno di noi può immaginare e che quando accendiamo la Smart TV, quest’ultima possa catturare centinaia di immagini al minuto registrando nello specifico ciò che stiamo guardando, nonostante possa sembrare paradossale è proprio questa la ragione che ha fatto finire Samsung all’interno di uno scontro legale negli USA tra l’azienda sudcoreana e lo stato del Texas, il quale ha avuto come ciliegina sulla torta l’obbligo per l’azienda coreana di rendere più chiari tutti i meccanismi di raccolta dati con lo specifico divieto nell’utilizzo di determinate tecnologie senza un consenso esplicito da parte dell’utente.
Le accuse
Tornando indietro nel tempo, tutto ha avuto inizio a dicembre 2025, quando il procuratore generale del Texas ha iniziato una manovra legale contro cinque produttori: Samsung, Sony, LG, TCL e Hisense, muovendo l’accusa per tutti e cinque di aver raccolto dati sulle abitudini televisive dei cittadini texani con fini pubblicitari senza richiedere un consenso esplicito e realmente informato.
Alle aziende e nello specifico Samsung viene contestato l’utilizzo della tecnologia ACR, Automated Content Recognition, la quale può catturare ciò che viene mostrato sullo schermo con sequenze di immagini in grado di identificare programmi, film o contenuti di qualsiasi genere in generale, per il procuratore tali informazioni hanno permesso di profilare gli utenti in modo da inviare pubblicità specifica.
Le aziende di norma prevedono effettivamente delle informative sulla privacy e offrono anche tra l’altro la possibilità di disattivare la funzione, per il procuratore però le comunicazioni fornite agli utenti finali erano troppo generiche e non abbastanza chiare da garantire una scelta assolutamente consapevole, di conseguenza non conformi alla normativa statale.
Controtendenza rispetto agli altri produttori coinvolti, Samsung ha scelto la strada dell’accordo, nello specifico l’azienda sudcoreana si impegna a modificare le proprie informative in modo da offrire una spiegazione decisamente più trasparente ed esplicita, in una dichiarazione portata però da un portavoce di Samsung, quest’ultima ha voluto sottolineare che l’azienda non riconosce di aver violato la legge, ritenendo tra l’altro il sistema assolutamente conforme alle norme vigenti.
