Ho passato diversi giorni con il Pixel 10a e la sensazione è stata molto chiara fin da subito: questo telefono non vuole stupire, vuole consolidare. Il problema è che lo fa chiedendo più soldi rispetto al 9a, offrendo pochissimo in più. E io Google la amo. Proprio per questo, qui qualcosa non torna. Io mi ero innamorato del dispositivo dello scorso anno, e devo ammettere che mi piace ancora. Il problema è che non può uscire un prodotto uguale a distanza di 11 mesi, con un nome differente e poche chicche in più. Boh.
Design e display
Partiamo dalla novità più evidente e più riuscita. Il Pixel 10a elimina completamente il camera bump. Niente più plateau, niente più scalino posteriore. Il retro è perfettamente piatto.

Google Pixel 10a
È un dettaglio che cambia l’esperienza quotidiana. Il telefono non dondola sul tavolo, è più stabile e visivamente più pulito. Le dimensioni restano praticamente identiche alla generazione precedente: 153 x 73 x 9 mm per circa 180 grammi. In mano si sente compatto, ben bilanciato, con quella solidità tipica della serie A.

Google Pixel 10a
Davanti troviamo un pannello pOLED da 6,3 pollici con densità di 421 PPI. La risoluzione non cambia, ma Google ha migliorato la luminosità. Ora si arriva a 2000 nits standard e fino a 3000 nits in HDR. All’aperto si vede meglio rispetto al 9a, e questa è una differenza concreta. Il refresh rate è variabile tra 60 e 120 Hz, finalmente dinamico. Non è il pannello dei Pixel 10 Pro, ma è uno schermo ottimo per la fascia.

Google Pixel 10a
Hardware e performance
Qui iniziano i miei dubbi. Sotto la scocca troviamo ancora il Tensor G4. Non il G5. Non il nuovo nodo produttivo a 3 nm. Siamo ancora sul 4 nm Samsung, con pregi e difetti già noti. Significa prestazioni buone ma non da top, e una certa tendenza a scaldare sotto carico prolungato. Nei benchmark non impressiona. Nella vita reale va bene, ma non entusiasma. La dotazione include 8 GB di RAM e Titan M2 per la sicurezza. Lo storage resta 128 o 256 GB. Nessuna sorpresa.
Il punto non è che il G4 sia scarso. È che nel 2026 proporre lo stesso SoC dell’anno precedente su un modello che costa di più fa storcere il naso. BigG punta tutto sull’ottimizzazione software, ed è vero: l’esperienza è fluida, coerente, intelligente. Ma tecnicamente non c’è evoluzione. Senza contare che molte features AI non arrivano in Italia… Sono perplesso, davvero.

Google Pixel 10a
Comparto fotografico
La configurazione è identica a quella del 9a. Sensore principale da 48 MP, ultra-wide da 13 MP, selfie da 13 MP. Lo zoom è digitale fino a 8x, con qualità ottica dichiarata fino a 1x. Nessun teleobiettivo. Le foto sono ottime, come sempre su Pixel. HDR equilibrato, pelle naturale, esposizione quasi sempre perfetta. La magia è nel software, non nell’hardware.

Google Pixel 10a
Registra in 4K a 60 fps con la posteriore e 4K a 30 fps con la frontale. C’è il Macro Focus ora anche in video, e strumenti come Auto Best Take e Camera Coach. Qui il discorso è semplice: è uno dei migliori camera phone della fascia. Ma è lo stesso discorso che facevamo un anno fa.

Google Pixel 10a
AI e software
Qui Google resta imbattibile nella sua categoria. Il Tensor G4 abilita AI on-device per riassunti, traduzioni, filtraggio chiamate avanzato e riconoscimento pattern di truffa. Tutto in locale, quindi con maggiore tutela della privacy.
Android è pulito, aggiornato e con il solito lungo supporto software. L’esperienza è coerente, intelligente, raffinata. Il Pixel 10a è uno smartphone che non ti mette mai in difficoltà lato software. È affidabile, sempre.

Google Pixel 10a
Batteria e autonomia
La batteria è da 5100 mAh, con ricarica cablata a 30W e wireless a 10W. Google non ha adottato le batterie Silicon Carbon, spiegando che preferisce una curva di degrado più stabile nel lungo periodo. È una scelta controcorrente rispetto ai competitor cinesi. Sulla carta è una scommessa sulla longevità. Vedremo tra due o tre anni chi avrà ragione. L’autonomia è buona, non rivoluzionaria. Una giornata piena si copre senza ansia.
Prezzo e disponibilità
La novità interessante è la connettività satellitare, una prima per la serie A. È un’aggiunta importante, anche se con limiti geografici. Il prezzo è 549 euro per 128 GB e 649 euro per 256 GB. Ed è qui che il discorso si complica. Perché rispetto al 9a:
- Il SoC è lo stesso
- Le fotocamere sono le stesse
- La batteria è la stessa
- Le dimensioni sono le stesse
Cambia il design, migliora la luminosità del display, arriva il satellite. È abbastanza per giustificare un prezzo più alto? Onestamente, no. Il Pixel 10a è un ottimo smartphone. Fluido, intelligente, con fotocamera eccellente e un design finalmente piatto che adoro. Ma è troppo simile al 9a. E costa di più.










Il colosso di Mountain View ha fatto un affinamento, non un’evoluzione. Capisco la filosofia conservativa, capisco la centralità del software, capisco la strategia AI-first. Però nel 2026 mi aspettavo almeno il Tensor G5. Resta uno dei migliori medio gamma Android se guardiamo all’esperienza complessiva. Ma questa volta Google ha giocato in difesa. E da chi ha definito l’idea di smartphone intelligente, mi aspettavo un po’ più coraggio.

