Mentre l’attenzione è tutta puntata sul debutto del robotaxi Cybercab di Tesla, l’azienda di Musk è impegnata tra faldoni, scadenze e un’opposizione formale di 167 pagine depositata davanti al Trademark Trial and Appeal Board. Il nodo è tutto in una parola: “Cybercab”. A sorpresa, quel nome non è stato registrato per primo da Tesla, ma da UNIBEV, un grossista di bevande che lo ha depositato in Francia il 29 aprile 2024. Ovvero mesi prima della presentazione ufficiale del veicolo nell’ottobre successivo. Quando poi UNIBEV ha esteso la richiesta agli Stati Uniti, il 28 ottobre 2024, lo ha fatto con un tempismo quasi impeccabile, ovvero appena due settimane dopo l’evento di lancio. Tesla è arrivata all’USPTO solo a novembre. In termini giuridici, quel ritardo pesa.
Tesla al centro di una disputa legale riguardo il nome “Cybercab”
La casa americana non contesta solo la priorità temporale. Secondo Tesla, UNIBEV avrebbe dichiarato all’USPTO che nessun altro stava utilizzando il termine “Cybercab” per veicoli. Ciò nonostante il progetto fosse già stato presentato pubblicamente e ampiamente raccontato dai media internazionali. È un’accusa pesante, perché implica la consapevolezza di aver fornito un’informazione non veritiera.
Il contesto non aiuta UNIBEV. L’azienda detiene già il marchio “Teslaquila” e ha depositato anche “Cyberquad” e “Cybertaxi“. Un comportamento che richiama da vicino il fenomeno del trademark squatting. Si tratta della registrazione preventiva di nomi legati a marchi celebri con l’obiettivo di rivenderli o ottenere un vantaggio economico. Intanto Tesla, forse scottata dall’esperienza, ha cautelativamente depositato anche “Cybercar” e “Cybervehicle“, termini già evocati da Musk durante una conference call sui risultati finanziari del quarto trimestre 2025.
Tutto ciò accade mentre la produzione è già iniziata. Il primo Cybercab è uscito dalla linea della Gigafactory Texas il 17 febbraio 2026, appena un giorno prima del deposito dell’opposizione. L’azienda sta quindi costruendo e promuovendo un veicolo il cui nome è oggetto di disputa. In casi simili, il percorso davanti al TTAB può essere lungo e incerto. Per questo molti osservatori ritengono più probabile un accordo extragiudiziale: una soluzione economica che consenta a Tesla di evitare rischi e ritardi.
