Per anni i droni sono stati associati al al settore militare, a scenari di guerra, ricognizioni, operazioni ad alto rischio. Ora, invece, iniziano a comparire in contesti molto più vicini alla vita di tutti i giorni. Come il lavoro delle forze dell’ordine. In Australia tale transizione sta prendendo forma concreta. Nel Nuovo Galles del Sud, a diverse centinaia di chilometri dalla frenesia di Sydney, la piccola Moree è diventata un laboratorio a cielo aperto. Una cittadina di poco più di settemila abitanti che, proprio per le sue dimensioni e per alcune criticità legate a furti e reati contro il patrimonio, rappresenta un terreno ideale per sperimentare nuovi approcci operativi. Sopra il tetto della stazione di polizia locale non c’è semplicemente un drone, ma un’intera infrastruttura pensata per garantire un supporto aereo rapido e costante.
In Australia la polizia inizia ad usare i droni per pattugliare la città
Il progetto si chiama PolAir Rural ed è promosso dalla NSW Police Force. Non si tratta di velivoli completamente autonomi che “decidono” da soli cosa fare. Il centro del sistema è una stazione permanente collegata a piloti specializzati che operano a distanza. I droni possono decollare, svolgere la missione, rientrare e ricaricarsi senza che qualcuno debba materialmente intervenire, ma il controllo umano resta centrale. È una combinazione tra automazione logistica e supervisione umana.
Dal centro operativo di Bankstown, sempre nell’area di Sydney, gli operatori seguono in tempo reale ciò che le telecamere ad alta risoluzione montate sui DJI Matrice 4 TD catturano. Le immagini non restano chiuse in una sala di controllo, vengono condivise con le pattuglie a terra, creando una sorta di sguardo dall’alto immediatamente disponibile. I primi riscontri raccontano di veicoli rubati individuati più rapidamente, di interventi coordinati con maggiore precisione e, soprattutto, di una riduzione degli inseguimenti ad alta velocità. Ma il campo d’azione non si limita alla microcriminalità. I droni sono stati impiegati anche per segnalare piccoli incendi, offrendo un supporto prezioso nella gestione delle emergenze. Allo stesso tempo aprono interrogativi su privacy, sorveglianza e limiti d’uso.
