L’algoritmo di Spotify è da sempre al centro dell’esperienza d’ascolto. Playlist come Discover Weekly o i riepiloghi di Wrapped nascono proprio dall’analisi delle abitudini individuali. Ora però la piattaforma starebbe valutando un cambiamento significativo: dare agli utenti la possibilità di intervenire in modo più esplicito sui suggerimenti.
A individuare le tracce della novità sono stati i colleghi di Android Authority, che analizzando una delle versioni più recenti dell’app hanno trovato riferimenti a una funzione chiamata “Notes”.
Dal Taste Profile alle note testuali
Le “Notes” sembrano collegate al Taste Profile, il profilo che raccoglie dati su ascolti, frequenza e contesto per definire i gusti musicali. Oggi questo sistema si basa quasi esclusivamente su segnali impliciti. Ciò che viene riprodotto, anche solo per curiosità, può influenzare l’algoritmo, con il rischio di alterare le raccomandazioni future.
È possibile escludere manualmente determinati contenuti, ma il procedimento è poco immediato e richiede tempo. Inoltre le modifiche agiscono solo in negativo, riducendo il peso di alcuni brani senza offrire un modo diretto per indicare nuovi interessi.
Un campo libero per “parlare” con l’AI
La nuova funzione introdurrebbe un campo di testo libero in cui inserire indicazioni utili a orientare l’algoritmo. Dietro le quinte potrebbe operare un modello di linguaggio in grado di interpretare il linguaggio naturale e tradurlo in suggerimenti musicali coerenti.
Dalle informazioni emerse, sarebbe possibile creare, modificare ed eliminare le note, ma con limiti precisi sul numero massimo e sulla lunghezza. Raggiunta la soglia consentita, l’aggiunta di un nuovo appunto richiederebbe la cancellazione di uno precedente.
Se confermata, la funzione Notes rappresenterebbe un passo verso un rapporto più trasparente tra utente e algoritmo, riducendo la dipendenza esclusiva dai comportamenti impliciti e offrendo uno strumento più diretto per influenzare la Home e le playlist personalizzate.
