Google, ormai da diverso tempo sta lavorando alla prossima versione di Android, parliamo di Android 17, nello specifico l’azienda si è espressa in merito alla prossima versione affermando che il sistema operativo sarà ancora più fluido e reattivo, si parla infatti di un lavoro particolarmente attento che porteranno un cambiamento importante che ridurrà sensibilmente quei piccoli rallentamenti che tutti, ogni tanto, incontriamo durante l’utilizzo quotidiano.
Lo sviluppo del sistema operativo effettivamente è entrato nel vivo, soprattutto da quando Google ha rilasciato la prima beta ufficiale, tra l’altro il sistema godrà di un ciclo di sviluppo decisamente più snello rispetto al passato che dovrebbe portare a rilascio della versione stabile più o meno per la fine del secondo trimestre di quest’anno, torniamo però sulla prima beta e sottolineiamo che al momento quest’ultima ha introdotto tutto sommato poche novità, questo poiché Google probabilmente sta mandando avanti lavori in corso paralleli su numerose opzioni, tra le quali spicca per l’appunto MessageQueue, un componente di primaria importanza che va a gestire la comunicazione tra le diverse parti dell’interfaccia.
La fluidità al primo posto
Il funzionamento di MessageQueue si basa su una semplice coda virtuale tra i vari processi che accedono all’interfaccia del dispositivo, l’implicito funzionamento di questo sistema comporta che ovviamente i diversi processi possono bloccare questa coda in qualunque momento costringendo gli altri ad attendere tempistiche più lunghe, come potete intuire da soli nei momenti di carico importanti ciò può portare a dei piccoli rallentamenti che per l’appunto abbiamo notato tutti almeno una volta, un esempio abbastanza banale possono essere gli scroll meno fluidi o animazioni scattose.
Con Android 17 Google vuole cambiare completamente registro, l’azienda pare abbia infatti completamente riscritto l’intero sistema con una nuova versione del software denominata DeliQueue, a differenza dunque dell’attuale modello quest’ultima permetterà ai vari threads software di lavorare in parallelo senza ostacolarsi l’uno con l’altro, ciò dovrebbe tradursi in attese decisamente meno lunghe per i processi con una gestione più efficiente delle risorse, i risultati effettivamente sono sembrati molto incoraggianti dal momento che i test hanno mostrato una riduzione del 4% dei freni persi nelle applicazioni e del 7,7% per quanto riguarda interfaccia e launcher, ovviamente non sono numeri che fanno gridare al miracolo, ma sicuramente sono un ottimo punto di partenza se consideriamo che siamo solo all’inizio.
