Il mondo dell’energia sta nuovamente cercando di riallacciare i rapporti con il nucleare, lo sviluppo di tecnologie avanzate e di reattori modulari sta infatti spingendo in questa direzione del momento che il tasso di sicurezza si sta innalzando e i prezzi si stanno abbassando, tutto ciò prende corpo in un nuovo accordo di collaborazione firmato dall’Europa impersonata dal consorzio Eagles con la società francese Newcleao, tale accordo di patto pone basi solide per la realizzazione di un nuovo reattore Eagles 300 il quale rappresenta un modello modulare di piccola taglia raffreddato tramite piombo liquido, nello specifico il tutto seguirà degli step predefiniti, si partirà dalla realizzazione del dimostratore tecnologico LEANDREA per poi procedere al passo successivo se tutto dovesse andare bene, la commercializzazione dell’impianto.
Accordo e passi in avanti
Il consorzio in questione vede la partecipazione di realtà come: Ansaldo Nucleare, ENEA, RATEN e SCK CEN, ma ad ospitare la struttura di LEANDREA sarà il sito di Mol, in Belgio, il tutto una volta completato sarà ovviamente un banco di Prova di primaria importanza per questi nuovi reattori veloci e raffreddati al piombo e ovviamente per i materiali che verranno utilizzati e l’intero sistema di prova permetterà il raccoglimento di dati indispensabili per il passaggio ad applicazioni commerciali.
Nello specifico, il progetto Eagles 300 prevede di offrire addirittura una potenza elettrica di 300MWe con una temperatura in uscita pari a 520 °C, il grande punto di svolta sarà però l’impiego del piombo liquido come refrigerante che dovrebbe permettere di lavorare a pressioni sensibilmente più basse rispetto ai classici reattori ad H2O, tra l’altro il vantaggio principale dovrebbe essere il mantenimento di temperature elevate che ovviamente non sono utili al solo scopo di produrre elettricità ma anche per varie applicazioni industriali, come la generazione di idrogeno o la produzione di molecole complesse.
Un elemento di spicco di questo particolare design sarà l’efficienza dei suoi sistemi passivi che saranno in grado di garantire la stabilità del reattore, addirittura per oltre 72 ore senza nessun tipo di alimentazione esterna tantomeno intervento umano.
