Iliad Italia dovrà versare 120mila euro all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a seguito di un procedimento che ha riguardato gli addebiti applicati agli SMS solidali e di televoto. La decisione, formalizzata con la delibera 24/26/CONS, prende le mosse da una segnalazione presentata nel novembre 2024 da un cliente che aveva riscontrato costi aggiuntivi rispetto a quelli previsti per donazioni e votazioni via SMS.
Al centro della vicenda c’è un disallineamento tecnico nei sistemi di billing dell’operatore. In alcuni casi, quando l’offerta mensile non risultava rinnovata per credito insufficiente, il sistema applicava la tariffazione a consumo prevista per gli SMS ordinari anche ai messaggi inviati verso numerazioni dedicate a raccolte fondi o televoto. Ciò comportava l’addebito del costo della donazione. Parliamo di 2 euro per gli SMS solidali o 0,50 euro per il televoto, insieme a un ulteriore importo per l’invio del messaggio, quantificato in 0,28 euro.
Secondo quanto accertato dall’AGCOM, tale meccanismo violava il limite massimo previsto dal Piano di Numerazione Nazionale per i servizi in decade 45 e 47, oltre a risultare non coerente con quanto comunicato agli utenti. L’informativa pubblicata sul sito di Iliad, infatti, faceva riferimento alla necessità di disporre di credito sufficiente per coprire “il costo dell’SMS”. Una formulazione giudicata poco chiara e potenzialmente fuorviante. Solo in un secondo momento la frase è stata modificata, specificando che il credito richiesto deve coprire esclusivamente l’importo della donazione.
Iliad riconosce il problema tecnico, ma respinge le conclusioni dell’Autorità
Nel corso dell’istruttoria, Iliad ha sostenuto di aver sempre operato nel rispetto delle condizioni contrattuali. Ma soprattutto di aver individuato l’anomalia solo dopo la segnalazione, intervenendo per correggerla già nell’aprile 2025. L’operatore ha parlato di un malfunzionamento circoscritto. Una situazione dovuta alla mancata comunicazione tra due sistemi di fatturazione che non riconoscevano l’SMS premium come parte di una donazione o di un televoto.
L’azienda ha poi evidenziato il numero ridotto di reclami ricevuti rispetto a una base clienti di circa 12 milioni di utenti e ha ricordato di aver rimborsato gli importi contestati ai clienti che si erano rivolti al servizio assistenza. Elementi che, a suo dire, dimostrerebbero l’assenza di un intento commerciale scorretto.
L’AGCOM, pur riconoscendo l’intervento correttivo, ha ritenuto sussistente la violazione sia per gli addebiti non dovuti sia per la carenza di trasparenza informativa. La sanzione inizialmente è stata fissata al minimo edittale di 240mila euro. In seguito è stata ridotta della metà in virtù delle azioni intraprese da Iliad per sanare la situazione e prevenire il ripetersi di casi analoghi.
Insomma, con questa decisione, l’Autorità ribadisce l’attenzione verso la tutela degli utenti nei servizi a sovrapprezzo, anche quando le somme coinvolte appaiono contenute.
