La stampa 3D è una tecnologia sempre più diffusa. Eppure, ha sempre avuto un piccolo difetto: la lentezza. Anche le macchine più sofisticate continuano a costruire strato dopo strato, con una precisione chirurgica, ma con lentezza. Per anni si è pensato che fosse il prezzo da pagare per avere dettagli perfetti. Eppure, un gruppo di ricercatori della Tsinghua University sembra avere trovato una scorciatoia che potrebbe riscrivere tali regole. La loro tecnologia permette, infatti, di creare oggetti tridimensionali completi in meno di un secondo: 0,6 secondi esatti. La tecnica si chiama Digital Incoherent Synthesis of Holographic light fields, o DISH. La prima cosa che colpisce è quanto sia diversa da tutto ciò che si è visto finora. Niente più ugelli che si muovono avanti e indietro, niente piastre che salgono e scendono. Al loro posto c’è un campo di luce olografica tridimensionale che penetra nella resina fotosensibile. L’oggetto si forma all’istante, come se la materia stessa avesse deciso di obbedire alla luce, solidificandosi simultaneamente in tutto il volume.
Nuova tecnologia di stampa 3D olografica: ecco come funziona
Per ottenere un risultato così preciso, i ricercatori hanno sviluppato un periscopio rotante ad altissima velocità. Quest’ultimo è capace di dirigere la luce da angolazioni multiple senza muovere il contenitore della resina. Il punto di partenza è nella sovrapposizione dei campi olografici, perfezionata da algoritmi che ottimizzano ogni dettaglio. La risoluzione raggiunge i 19 micrometri su una profondità di un centimetro, con dettagli strutturali fino a 12 micrometri. Ovvero più o meno un quinto dello spessore di un capello umano. La velocità di produzione, incredibilmente, arriva a 333 millimetri cubi al secondo, un numero che fino a ieri sembrava impossibile da conciliare con una qualità così elevata.
Le implicazioni per tale tecnologia di stampa 3D sono enormi. In medicina, si potrebbe finalmente stampare modelli tissutali super definiti per test farmacologici o ricerca rigenerativa. Anche la micro robotica, l’elettronica flessibile, e persino il settore consumer potrebbero beneficiare di tale rivoluzione. Rimane da capire il costo, certo, ma l’idea che qualcosa di così veloce e preciso possa diventare realtà è già interessante.
