La funzione, che utilizza l’AI Gemini per produrre sintesi direttamente nella pagina dei risultati, viene descritta come una parte che assorbe l’attenzione prima ancora del titolo originale. Secondo l’ultima accusa, l’uso sistematico dei contenuti giornalistici per addestrare modelli e generare risposte immediate sottrae valore economico alle redazioni e riduce la pluralità informativa. La posizione dell’associazione punta sul rischio strutturale: l’utente riceve una risposta autoconclusiva e non sviluppa un interesse reale verso la fonte primaria, che resta visibile ma marginale.
Tra controllo e dipendenza degli editori
Dal lato opposto, Google afferma che gli strumenti di sintesi favoriscono l’accesso rapido alle informazioni e migliorano l’esperienza di ricerca. Vengono citati i meccanismi di controllo concessi agli editori, compreso l’opt-out dai sistemi di addestramento. Per gran parte delle testate, però, rinunciare alla visibilità del motore di ricerca equivale a un isolamento commerciale. La riduzione del traffico, stimata fino al 40%, viene collegata a un calo diretto delle entrate pubblicitarie. Le sintesi AI, descritte come complete e autosufficienti, intercettano il bisogno informativo senza rimandare al contesto originale. La fonte viene menzionata, ma non stimola un passaggio naturale verso l’approfondimento. Si diffonde così l’idea che la permanenza dell’utente nell’ecosistema della piattaforma venga favorita a scapito della circolazione delle notizie sui siti esterni.
Il nodo centrale riguarda precisamente il potere di mercato. L’EPC sostiene che la piattaforma sfrutti una posizione dominante per imporre condizioni di fatto obbligate. Alcune aziende hanno firmato accordi di licenza per evitare l’erosione del pubblico, ma la linea prevalente parla di negoziati asimmetrici. La dipendenza dalla Ricerca viene interpretata come una leva che rende fragili le scelte alternative. Il dibattito non si limita alla tecnologia, ma tocca la sostenibilità del giornalismo professionale. L’informazione, ridotta a materia prima per risposte automatiche, perde la relazione diretta con il lettore. La denuncia chiede quindi di valutare se l’integrazione delle sintesi AI nei risultati costituisca un vantaggio competitivo scorretto. L’esito di tutto ciò potrebbe poi influenzare il modo in cui le notizie circolano online e ridefinire il confine tra servizio di ricerca e produzione di contenuti.
