La situazione di WhatsApp in Russia si è fatta improvvisamente più tesa. La piattaforma di ha segnalato infatti numerosi tentativi da parte delle autorità russe di limitarne o addirittura bloccarne l’accesso. Tale mossa sembra avete l’obiettivo di spingere gli utenti verso un servizio alternativo maggiormente controllato dallo Stato. L’allarme è arrivato nelle prime ore del mattino attraverso la divisione locale. Proprio quest’ultima ha denunciato un intervento diretto per ostacolare il funzionamento dell’app.
Mosca, dal canto suo, non ha negato le azioni intraprese. Il portavoce del Cremlino ha spiegato che eventuali restrizioni potrebbero essere rimosse solo nel rispetto di alcune condizioni. È necessario che la società americana si adegui alle normative russe e dimostri disponibilità a collaborare con le autorità. In assenza di ciò il servizio rischierebbe di restare limitato o addirittura irraggiungibile per i cittadini.
Nel frattempo, l’ente russo che vigila sulle telecomunicazioni ha confermato di aver introdotto misure tecniche per rallentare le connessioni legate a WhatsApp. Non sono stati chiariti nel dettaglio i presunti illeciti. Dalle dichiarazioni ufficiali però emergono accuse legate all’utilizzo dell’app per attività criminali, tra cui frodi e operazioni di natura terroristica.
WhatsApp, il precedente Telegram e la strategia russa sui social
Il caso WhatsApp non è stato l’unico. Negli ultimi anni la Russia ha pian piano irrigidito la propria posizione verso le piattaforme digitali straniere. Le restrizioni hanno riguardato soprattutto quelle che rifiutano di localizzare i dati o di sottostare alle richieste delle autorità. Uno dei precedenti più noti riguarda Telegram. L’app infatti ha già subito limitazioni e rallentamenti nelle scorse settimane.
Il Governo russo desidera seguire una strategia specifica. L’obiettivo? Rafforzare il controllo delle comunicazioni online. Secondo molti osservatori il Paese intende favorire così lo sviluppo di servizi nazionali o comunque piattaforme più facilmente gestibili dalle autorità locali. In questo contesto, i servizi di messaggistica occidentali rappresentano quindi un ostacolo, visto la molteplicità di cittadini iscritti e la difficoltà di controllarne i contenuti.
WhatsApp ha fatto sapere di considerare queste mosse un passo indietro per la sicurezza e la libertà di comunicazione generale. La piattaforma sostiene che limitare l’accesso a sistemi di messaggistica crittografata non farebbe altro che esporre le persone a rischi maggiori, riducendo la possibilità di scambi privati e protetti. Nonostante le tensioni, l’azienda ha ribadito l’intenzione di mantenere il servizio attivo e accessibile. Si cercano cosi soluzioni che evitino l’interruzione delle comunicazioni.
