I conti trimestrali diffusi da Alphabet raccontano una fase di forte espansione per Gemini, l’assistente AI sviluppato da Google. Sono infatti bastati soli 3 mesi alla piattaforma per raggiungere l’insieme di 100 milioni di utenti attivi, arrivando a superare quota 750 milioni mensili. Un dato che conferma una diffusione sempre più ampia e un interesse crescente da parte del pubblico.
Un balzo netto in un solo trimestre
Il confronto con il trimestre precedente rende evidente il ritmo dell’avanzata. Alla precedente rilevazione, Gemini si fermava intorno ai 650 milioni di utenti attivi al mese. In un arco temporale piuttosto contenuto, l’assistente ha quindi compiuto un salto significativo, segno di una adozione che procede a velocità sostenuta.
Nel confronto diretto con gli altri protagonisti del settore, la posizione di Google resta articolata. Le stime più recenti indicano ChatGPT su livelli superiori, con una base attiva che a fine scorso anno era attorno agli 810 milioni di utenti mensili. Al contrario, Gemini risulterebbe avanti rispetto alle soluzioni AI di Meta, che secondo le stime si collocherebbero intorno ai 500 milioni di utenti attivi al mese.
Il ruolo chiave di Gemini 3
Durante la presentazione dei risultati, Sundar Pichai ha collegato direttamente questa crescita al debutto di Gemini 3. La nuova versione è stata descritta come più capace di fornire risposte approfondite, con migliori abilità di ragionamento e una maggiore naturalezza nella conversazione. Secondo Pichai, proprio queste caratteristiche avrebbero reso l’assistente più convincente e adatto alle esigenze quotidiane, favorendone la diffusione.
Guardando al medio periodo, la dirigenza di Google appare fiduciosa. Gli investimenti continui e il lavoro costante dei team dedicati a Gemini dovrebbero garantire una crescita sostenuta anche nei prossimi trimestri. Un percorso che si inserisce in un contesto finanziario già molto solido: il 2025 è stato infatti l’anno migliore di sempre per il gruppo, con ricavi che hanno superato per la prima volta la soglia dei 400 miliardi di dollari.
