A quanto pare i rapporti tra l’Unione Europea e Google sono destinati a intensificarsi nel corso dei prossimi mesi, la ragione dietro questa dinamica riguarda il fatto che il colosso della tecnologia è finito nuovamente sotto le attenzioni dell’Europa a causa di un procedimento legato al Digital market Act, allo stato attuale non parliamo però di accuse o multe, bensì di una sorta di dialogo intrapreso dalle due parti all’interno del quale l’azienda dovrà comprendere come aprirsi alla concorrenza, il tutto con al centro dei discorsi Android, Gemini e anche Google search.
Il tutto durerà all’incirca sei mesi e sarà caratterizzato da un iter molto preciso, nei primi tre infatti la commissione dialogherà con Google offrendo le prime valutazioni e una nuova bozza di regole da seguire con anche la possibilità di contribuire da parte di esterni a riguardo, terminati questi tre mesi, se dovesse emergere una non conformità da parte del colosso della tecnologia, potrebbero scattare delle indagini concrete che potrebbero addirittura portare ad una multa pari al 10% del fatturato annuo.
Cosa verrà analizzato
Il procedimento sarà incentrato soprattutto su Android e prenderà come esempio Gemini, ma in che modo ? Nello specifico l’Europa vuole che Google permetta agli sviluppatori di terze parti di applicazioni di intelligenza artificiale, di integrare i propri software ad un livello di profondità paragonabile a quello di Gemini senza dunque introdurre alcun tipo di vincolo o blocco all’interno del sistema, i software devono poter accedere liberamente a sensori, schermo o comandi vocali.
Tra l’altro, anche Google search finirà sotto l’analisi attenta della Commissione Europea dal momento che secondo quest’ultima i dati come le parole chiave, i Click e i ranking dei risultati, devono assolutamente essere condivisi in forma anonima con i motori di ricerca della concorrenza.
Google, ovviamente ha risposto a questa dinamica in modo chiaro partendo dal presupposto che Android già per sua stessa natura di software open source è aperto in modo totale e completo, a continuato poi sottolineando che tali obblighi ritenuti eccessivi possono comportare seri rischi per la privacy e la sicurezza.
