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Dimenticate l’idea del laboratorio asettico, con gli scienziati in camice bianco che dosano millimetricamente ogni atomo per creare il materiale del futuro. A quanto pare, la Luna ha deciso di fare tutto da sola, dimostrando che Madre Natura — o meglio, la natura extraterrestre — sa essere una chimica molto più creativa e intraprendente di noi. La notizia che arriva dalle analisi della missione cinese Chang’e 6 ha dell’incredibile: tra i granelli di polvere e regolite riportati sulla Terra sono stati trovati dei nanotubi di carbonio a parete singola. Per chi non mastica pane e nanotecnologie, parliamo di strutture spesse quanto un singolo atomo, dotate di una resistenza meccanica e di una conducibilità elettrica che sulla Terra cerchiamo di replicare con una fatica immensa.