Nel mondo delle auto elettriche c’è una parola che, più di tutte, decide il successo o il fallimento di un modello: autonomia. A tal proposito, MINI ha deciso di intervenire con l’aggiornamento della Countryman elettrica per il 2026. Ciò con l’obiettivo di rispondere in modo concreto a un mercato che corre veloce. Il salto in avanti è evidente soprattutto nei numeri. La Countryman E supera ora i 500 km di autonomia WLTP. Ciò significa meno ricariche, meno pianificazione ossessiva e una libertà di movimento che, fino a poco fa, sembrava ancora un miraggio per i SUV compatti elettrici. Tale miglioramento non nasce da una singola modifica, ma da una serie di interventi mirati. MINI ha lavorato sull’elettronica di potenza introducendo un inverter in carburo di silicio. Una tecnologia che consente di gestire l’energia in modo più efficiente e di ridurre le dispersioni. Anche la batteria cresce leggermente, arrivando a 65,2 kWh di capacità utilizzabile. Mentre piccoli accorgimenti come i cuscinetti a basso attrito sull’asse anteriore aiutano a ridurre la resistenza al rotolamento.
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Nel caso della Countryman E da 204 CV, il risultato è un’autonomia WLTP dichiarata di 501 km nella versione Favoured con cerchi da 19 pollici, contro i valori più contenuti del modello precedente. La Countryman SE All4, con doppio motore, trazione integrale e 313 CV, resta un po’ più assetata di energia, ma arriva comunque a 467 km. Buone notizie arrivano anche dal fronte della ricarica. Collegandosi a una colonnina rapida in corrente continua, bastano meno di 30 minuti per passare dal 10 all’80%.
Per il resto, MINI non ha sentito il bisogno di cambiare altro. La Countryman elettrica resta quella che già conosciamo, segno che l’aggiornamento non nasce da una mancanza di progetto, ma dalla volontà di rifinirlo. I prezzi non sono ancora stati comunicati, ma considerando che oggi si parte da 38.700 euro sul mercato italiano, è lecito aspettarsi un adeguamento contenuto.
