TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home Recensioni
Recensioni

Philips 24E1N1100A: il monitor che aumenta la produttività in Full HD – Recensione

Philips 24E1N1100A: l'entry-level che punta tutto su fluidità a 100 Hz, pannello IPS e audio integrato per un ufficio moderno ed economico.

scritto da D'Orazi Dario 29/01/2026 0 commenti 12 Minuti lettura
Philips ENA
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
257

C’è un momento preciso, nella carriera di chi recensisce hardware, in cui si smette di guardare le specifiche sulla carta e si inizia a cercare l’anima di un prodotto. Succede spesso con i top di gamma, quei mostri da migliaia di euro che promettono di cambiare il mondo, ma è molto più raro – e decisamente più difficile – quando si ha davanti un monitor che costa quanto una cena abbondante per due persone. Il Philips 24E1N1100A/00 è atterrato sulla mia scrivania in un anonimo martedì di pioggia, portandosi dietro quella diffidenza che riservo solitamente alla fascia entry-level. Perché, diciamocelo chiaramente, cosa ti puoi aspettare oggi da un 24 pollici Full HD che non costi un occhio della testa?

La risposta breve sarebbe “un pannello che si accende”. Ma il mio compito, e la ragione per cui scrivo queste righe, è capire se dietro quella sigla alfanumerica impossibile da memorizzare ci sia qualcosa di più. Philips promette un refresh rate a 100 Hz – un salto quantico rispetto ai canonici 60 Hz che hanno dominato gli uffici per decenni – e un sistema audio integrato che, sulla carta, dovrebbe salvarvi dall’acquisto di casse esterne. Ed è proprio qui che si gioca la partita. In un mondo di smart working, call interminabili su Teams e spazi sempre più ridotti, un monitor che fa “tutto” dignitosamente diventa un salvavita.

Ho passato le ultime due settimane a fissare questi pixel, ascoltando ogni singola vibrazione uscire dai suoi speaker e cercando di capire se questo oggetto sia un semplice “tappabuchi” o un piccolo miracolo di ingegneria economica. Spoiler: la verità sta nel mezzo, ma le sorprese non mancano. E siccome la posta in gioco è alta, non farò sconti a nessuno. Attualmente è disponibile sul sito di Amazon Italia.

Offerta
Philips 24E1N1100A Monitor 23.8 pollici FHD, 120Hz, IPS, 4ms GtG, Speakers, (1920x1080 HDMI 1x 1.4) nero
Philips 24E1N1100A Monitor 23.8 pollici FHD, 120Hz, IPS, 4ms GtG, Speakers, (1920x1080 HDMI 1x 1.4) nero
    74,99 EUR
    Acquista su Amazon

    Sommario

    Toggle
      • Seguici su Google e non perdere nulla
    • Unboxing
    • Materiali, costruzione e design
    • Specifiche tecniche
    • Hardware
    • Prestazioni
    • Test
    • Approfondimenti
      • Analisi Spettrale (a orecchio)
      • I 100 Hz nel quotidiano
      • La gestione dei neri (IPS Glow)
      • MPRT vs GtG: la confusione dei numeri
      • Consumi Energetici Reali
      • Il paradosso della VGA
      • Adaptive Sync
      • Angoli di visione verticale
      • La stabilità termica del colore
      • Il menu OSD
    • Funzionalità
    • Pregi e difetti
    • Prezzo
    • Conclusioni
      • La Nostra Valutazione

    Unboxing

    L’esperienza di disimballaggio di un monitor economico è spesso un viaggio nella frustrazione: polistirolo che si sbriciola ovunque, plastiche adesive impossibili da rimuovere e quella sensazione di “cheap” che ti assale appena tocchi il cartone. Philips, devo dire, ha fatto i compiti a casa, almeno parzialmente. La scatola del 24E1N1100A/00 è un inno al pragmatismo olandese: cartone riciclato, grafica essenziale stampata con inchiostri che non urlano “inquinamento” e una disposizione interna che definirei tetrisiana.

    Appena aperto il lembo superiore, mi accoglie il profumo inconfondibile dell’elettronica nuova misto a quello del cartone grezzo. Niente blocchi di polistirolo espanso bianco – grazie al cielo – ma sagome in cartone pressato che proteggono il pannello. È una scelta che apprezzo non solo per l’etica ambientale, ma perché mi evita di dover passare l’aspirapolvere dopo l’unboxing. All’interno troviamo l’essenziale, e quando dico essenziale intendo proprio il minimo sindacale per far funzionare l’accrocchio: il cavo di alimentazione (senza mattoncino esterno, l’alimentatore è integrato, un dettaglio non da poco per il cable management), un cavo HDMI di lunghezza standard (circa 1,5 metri) e la documentazione cartacea che nessuno leggerà mai.

    Manca un cavo VGA, nonostante il monitor supporti ancora questa connessione preistorica, ma onestamente nel 2024 non me la sento di considerarlo un difetto. Tirare fuori il monitor dal suo guscio protettivo richiede un attimo di attenzione: il pannello è leggero, quasi etereo, e la paura di premere troppo sui cristalli liquidi mentre lo si estrae è sempre presente. La base si monta in due pezzi: il collo si incastra sul retro del monitor con un click rassicurante (sistema quick-release), mentre la piastra inferiore richiede l’avvitamento manuale. Qui ho notato una vite con testa a farfalla, che permette di assemblare tutto senza cacciavite. Piccoli dettagli che salvano la vita quando sei di fretta. In meno di tre minuti, il monitor era in piedi sulla mia scrivania.

    Materiali, costruzione e design

    Una volta montato, il Philips 24E1N1100A/00 si presenta con un’estetica che l’azienda definisce “Business Elegance”, ma che io tradurrei più terra-terra come “minimalismo funzionale”. La prima cosa che salta all’occhio è la gestione delle cornici. Siamo di fronte a un design “3-sided frameless”, ovvero senza bordi su tre lati. Ovviamente, il bordo fisico c’è ed è parte della matrice del pannello (quella striscia nera di circa 5-6 mm che vedete prima che inizi l’immagine attiva), ma a monitor spento l’effetto è molto pulito, quasi monolitico.

    PXL

    La plastica utilizzata per lo chassis è un policarbonato nero con finitura leggermente testurizzata, ruvida al tatto. Non è quella plastica lucida “piano black” che attira le impronte digitali solo a guardarla, e per questo ringrazio sentitamente i designer. Tuttavia, picchiettando sul retro del monitor, il suono che ne ritorna è vuoto, un po’ cavo. Non trasmette una sensazione di robustezza granitica, ma d’altronde, stiamo parlando di un peso piuma. La base è curiosa: un anello rettangolare aperto, non una piastra solida. Esteticamente alleggerisce molto l’impatto visivo sulla scrivania e permette di appoggiare piccoli oggetti (come penne o graffette) all’interno del perimetro, ma la stabilità?

    Ho fatto il mio classico “wobble test”, scuotendo leggermente la scrivania. Il monitor oscilla. Non in modo drammatico, non come quelle torri di gelatina che si vedono in certi prodotti ultra-cheap, ma il braccio di sostegno ha una certa flessibilità. Se scrivete con la foga di un dattilografo anni ’50 su una tastiera meccanica, vedrete il monitor ballare leggermente. Un punto a favore va invece al sistema di gestione dei cavi: sul retro del piedistallo c’è una piccola clip in plastica che aiuta a instradare HDMI e alimentazione, tenendo la scrivania visivamente ordinata. È plastica semplice, forse un po’ fragile se forzata, ma fa il suo dovere.

    Specifiche tecniche

    • Modello: Philips 24E1N1100A/00
    • Pannello: 23.8 pollici (60.5 cm), IPS Technology
    • Risoluzione: Full HD (1920 x 1080) @ 100 Hz
    • Tempo di risposta: 4 ms (GtG) / 1 ms (MPRT)
    • Luminosità: 250 cd/m² (tipica)
    • Contrasto: 1300:1 (tipico)
    • Gamut Colore: sRGB 100% (dichiarato), NTSC 87%
    • Ingressi Video: 1x HDMI 1.4, 1x VGA (Analogico)
    • Audio: Speaker integrati 2 x 2 W
    • Funzionalità Smart: LowBlue Mode, EasyRead, Adaptive Sync
    • Montaggio VESA: Sì (100 x 100 mm)
    • Regolazioni: Inclinazione -5/20 gradi (No altezza, No rotazione)
    • Consumo: 13.6 W (tipico accensione), 0.5 W (standby)

    Hardware

    Analizziamo il “ferro”. La dotazione di porte è un curioso mix di moderno e archeologico. Troviamo una porta HDMI 1.4, che è sufficiente per gestire il Full HD a 100 Hz senza sudare, e, incredibilmente, una porta VGA. Sì, avete letto bene. Quella presa blu trapezoidale con i pin che si piegano solo a guardarli. Perché? Potreste chiedervelo. La risposta è nel mercato corporate: ci sono ancora milioni di vecchi PC desktop in uffici governativi o scuole che non hanno mai visto un’uscita digitale in vita loro. Philips sa bene che questo monitor finirà su quelle scrivanie, e la VGA è un paracadute di compatibilità. Manca una DisplayPort, il che potrebbe far storcere il naso a chi ha dock station evolute, ma in questa fascia di prezzo è una rinuncia accettabile.

    PXL

    C’è anche un’uscita audio jack da 3,5 mm. Questo è fondamentale perché permette di bypassare gli speaker integrati (di cui parleremo abbondantemente dopo) e collegare cuffie o casse esterne prelevando l’audio direttamente dall’HDMI. Un dettaglio hardware che mi ha fatto impazzire – e non in senso buono – è il posizionamento dei controlli. Invece del pratico joystick clitorideo che ormai molti adottano, qui siamo tornati alla vecchia scuola: una fila di pulsanti fisici sotto la cornice inferiore destra.

    Sono tasti piccoli, duri da premere e con icone stampate in rilievo sulla plastica nera, praticamente invisibili se non avete una luce puntata contro. Navigare nel menu OSD (On Screen Display) di notte diventa un’operazione tattile alla cieca: premi a caso sperando di aver beccato “Giù” invece di “Spegni. La risposta al click è “clicky” in modo economico, secco e rumoroso. Dal punto di vista termico, il monitor rimane fresco. L’alimentatore integrato non scalda particolarmente la scocca posteriore, segno di una buona dissipazione passiva e di un’elettronica non stressata.

    Prestazioni

    Parliamo di come si vede. Il pannello è un IPS (In-Plane Switching), e si vede subito. Gli angoli di visione sono ampi (178 gradi), il che significa che se vi spostate sulla sedia o mostrate qualcosa a un collega accanto a voi, i colori non virano in quel negativo psichedelico tipico dei vecchi pannelli TN. La luminosità massima dichiarata è di 250 nit. Nei miei test empirici, in una stanza illuminata da luce naturale, è sufficiente. Non “accecante”, non “vibrante”, ma sufficiente. Se però avete una finestra alle spalle con il sole che batte diretto, farete fatica. Il rivestimento antiriflesso (haze 25%) fa un buon lavoro nel diffondere le luci dirette, ma non può fare miracoli contro un sole di mezzogiorno.

    Il contrasto di 1300:1 è un piccolo passo avanti rispetto allo standard 1000:1 degli IPS classici. I neri non sono grigi slavati, hanno una certa profondità, anche se siamo lontani anni luce dall’inchiostro di un OLED o dal contrasto di un pannello VA. Per l’uso ufficio, è eccellente. Il testo è nitido, definito. Ma la vera star qui è il refresh rate a 100 Hz.

    PXL

    Se venite da un 60 Hz, la differenza la noterete subito, anche solo muovendo il cursore del mouse o scrollando una pagina web o un foglio Excel infinito. Tutto è più fluido, più “cremoso”. Non è l’impatto viscerale dei 144 Hz o 240 Hz da gaming, ma è quel livello di fluidità che riduce l’affaticamento visivo a fine giornata. Il cervello deve “ricostruire” meno frame mancanti. È una specifica che cambia la qualità della vita lavorativa in modo sottile ma percepibile.

    Test

    Entriamo nel vivo. Ho sottoposto il Philips 24E1N1100A/00 a una batteria di test reali, simulando la vita di un professionista che non ha tempo da perdere, con un focus maniacale, come promesso, sul comparto audio.

    Metodologia:

    Il monitor è stato collegato a un PC Windows 11 via HDMI. La risoluzione è stata impostata a 1920×1080 a 100 Hz, profondità colore 8-bit. Ho disabilitato ogni “miglioramento” software audio di Windows per testare gli speaker al naturale. L’ambiente di test è un ufficio silenzioso (rumore di fondo ~35 dB).

    Test visivi e operativi:

    Ho lavorato per tre giorni consecutivi usando solo questo monitor. Scrittura (sfondo bianco, testo nero), editing di fogli di calcolo complessi e un po’ di fotoritocco leggero. La modalità EasyRead (che simula l’effetto carta abbattendo la luce blu e desaturando i colori) è una manna per chi legge PDF lunghi. Ho notato che dopo 4 ore di lavoro, i miei occhi erano meno secchi rispetto all’uso con il mio vecchio monitor aziendale. La calibrazione di fabbrica è sorprendentemente buona sul punto di bianco, tendente leggermente al caldo, il che è preferibile al blu freddo da ospedale.

    Ho provato anche il gaming leggero. Ho lanciato un titolo non troppo pesante (Hades) per vedere come si comportava il tempo di risposta. Con l’impostazione di overdrive su “Fast”, il ghosting (la scia che gli oggetti lasciano muovendosi) è minimo. I 100 Hz rendono l’azione leggibile. Non lo consiglierei per CS:GO competitivo, ma per una pausa pranzo videoludica è più che dignitoso.

    Il Grande Test Audio (Focus Critico):

    Eccoci al punto dolente, o forse no? Sulla carta abbiamo due speaker da 2 Watt. Nell’audio, la fisica è tiranna: poca aria mossa uguale poco suono.

    Ho iniziato con la riproduzione di parlato (podcast The Daily). La voce è intelligibile? Sì. È piacevole? Ni. Le frequenze medie sono spinte in avanti in modo aggressivo. Questo è voluto: serve per far risaltare la voce umana sopra il rumore di fondo dell’ufficio. Per le call su Zoom o Teams, questo setup funziona. Riuscivo a sentire chiaramente i colleghi senza dover alzare il volume al massimo.

    Poi sono passato alla musica. Ho lanciato Teardrop dei Massive Attack. Qui il monitor mostra il fianco. I bassi sono… non pervenuti. C’è un taglio netto sotto i 150-200 Hz. La cassa della batteria suona come se qualcuno stesse colpendo una scatola di scarpe con un cucchiaio di legno. Non c’è “corpo”. Alzando il volume sopra il 70%, la distorsione armonica diventa evidente: gli alti iniziano a sfrigolare e il suono si impasta.

    Tuttavia, c’è un “però”. Rispetto ad altri monitor della stessa fascia che suonano come zanzare intrappolate in una lattina, qui c’è un minimo di volume. Riescono a riempire una piccola stanza. Ho provato a guardare un video su YouTube (tutorial tecnico). Perfetto. La voce dello speaker era chiara, non metallica.

    Il mio verdetto sul test audio è pragmatico: questi speaker sono progettati per la voce, non per l’intrattenimento. Sono “speaker da notifica e conferenza”. Se pensate di usarli per ascoltare musica mentre lavorate, vi prego, desistete. Ma se vi serve solo sentire l’avviso di una mail o fare una call rapida senza mettere le cuffie, superano la prova della sufficienza, seppur risicata.

    Approfondimenti

    Analisi Spettrale (a orecchio)

    Approfondendo il comportamento sonoro, ho notato che i cabinet in plastica del monitor non sono ben smorzati. A volumi elevati (sopra l’80%), alcune frequenze medio-basse fanno entrare in risonanza la scocca. Si sente una vibrazione fisica se toccate la cornice inferiore. Questo introduce una “sporcizia” nel suono che riduce la chiarezza. È il classico problema dei monitor economici: lo chassis non è pensato come cassa acustica, ma solo come contenitore.

    I 100 Hz nel quotidiano

    Voglio ribadire l’importanza dei 100 Hz. Molti pensano sia marketing. Non lo è. Passare da 60 a 100 immagini al secondo riduce il motion blur del testo mentre scorrete una pagina web. Provate a fare scroll mentre leggete. A 60 Hz le lettere diventano una scia confusa. A 100 Hz restano molto più a fuoco. Per chi lavora con testi e dati, questo significa meno sforzo cerebrale per decodificare l’immagine. È una caratteristica ergonomica, non solo estetica.

    La gestione dei neri (IPS Glow)

    Come tutti gli IPS, anche questo Philips soffre del cosiddetto “IPS Glow”. Al buio completo, con un’immagine nera, si notano degli aloni luminosi agli angoli dello schermo. Nel mio esemplare, l’angolo in basso a destra era leggermente più luminoso. Non è un difetto di fabbricazione, è una caratteristica tecnologica. Durante il giorno non si nota mai, ma se guardate un film con bande nere a luci spente, lo vedrete. È il prezzo da pagare per avere colori fedeli.

    MPRT vs GtG: la confusione dei numeri

    Philips dichiara 1 ms MPRT (Moving Picture Response Time) e 4 ms GtG (Grey to Grey). Attenzione a non farvi ingannare. L’MPRT si ottiene spesso strobing (accendendo e spegnendo) la retroilluminazione, cosa che può causare sfarfallio e affaticare gli occhi. Io ho preferito tenere disattivate le funzioni di motion blur reduction estreme e tenermi i 4 ms “naturali” del pannello. Sono più che sufficienti per non vedere scie fastidiose e mantengono la luminosità stabile.

    Consumi Energetici Reali

    Ho collegato un wattmetro alla presa. Con luminosità al 100%, il monitor assorbe circa 18 Watt. Abbassando la luminosità a un più umano 60% (ideale per ufficio), scendiamo a 12-13 Watt. È un consumo irrisorio. Potreste tenerlo acceso tutto il giorno per un anno e la spesa in bolletta sarebbe trascurabile. In standby, il consumo è praticamente zero. Efficienza energetica promossa a pieni voti.

    PXL

    Il paradosso della VGA

    Ho testato la porta VGA collegando un vecchio laptop polveroso. La conversione analogico-digitale è decente, ma si nota una leggera perdita di nitidezza rispetto all’HDMI, specialmente sui caratteri piccoli. C’è anche quel leggero “tremolio” tipico del segnale analogico se il cavo non è schermato bene. Usatela solo se costretti dalla disperazione o da un reparto IT tirannico che non vi aggiorna il PC dal 2015.

    Adaptive Sync

    Il monitor supporta l’Adaptive Sync (compatibile con FreeSync di AMD, anche se non marchiato esplicitamente). Questo serve a sincronizzare i frame della scheda video con il refresh del monitor. L’ho testato: funziona. Niente tearing (l’immagine che si spezza orizzontalmente) nei giochi. Per un monitor da ufficio, trovare questa feature funzionante tra 48 e 100 Hz è un bonus inaspettato che ne aumenta la versatilità.

    Angoli di visione verticale

    Un dettaglio spesso trascurato è l’angolo verticale. Poiché il monitor si inclina solo (-5/20 gradi) e non si alza, spesso lo guarderete dall’alto verso il basso se sieta alti. Grazie alla tecnologia IPS, l’immagine non si scurisce. Se fosse stato un pannello TN, guardandolo dall’alto avreste visto tutto nero. Questo salva l’ergonomia limitata dello stand.

    La stabilità termica del colore

    Ho notato che appena acceso, a freddo, il pannello tende leggermente più al blu. Dopo circa 15-20 minuti di riscaldamento, i cristalli liquidi e la retroilluminazione si stabilizzano e la temperatura colore diventa più uniforme e corretta. Se fate color correction (non dovreste farla su questo monitor, ma metti caso), aspettate sempre mezz’ora dall’accensione.

    Il menu OSD

    Il menu è tradotto in un italiano comprensibile (cosa non scontata). La struttura è logica: Ingresso, Audio, Immagine, Colore. Non ci sono sottomenu labirintici. Una volta impostato, non ci tornerete più, ma la prima configurazione non richiede un dottorato in ingegneria. Semplice, spartano, funzionale.

    Funzionalità

    Oltre al refresh rate e all’audio, il Philips 24E1N1100A/00 offre un pacchetto di funzionalità pensate per la salute digitale. La LowBlue Mode è la più utile: ha diversi livelli di intensità. Impostandola al minimo, si ottiene un bianco leggermente più caldo che non altera troppo i colori ma riposa la vista. Al massimo livello, tutto diventa giallo seppia, utile solo se lavorate al buio pesto.

    C’è poi la tecnologia Flicker-Free. Molti monitor regolano la luminosità accendendo e spegnendo i LED molto velocemente (PWM). Questo monitor usa una corrente continua (DC) per regolare la luminosità. I miei occhi ringraziano. Ho provato a filmare lo schermo con lo slow-motion dello smartphone (un trucco per vedere il flickering): l’immagine è stabile, nessuna banda nera che scorre. Questo significa meno mal di testa a fine giornata.

    Non ci sono hub USB, non ci sono webcam integrate, non ci sono sensori di presenza. È un monitor che fa il monitor. Ma le funzionalità presenti sono quelle che servono davvero per chi passa 8 ore al giorno davanti a Excel.

    Pregi e difetti

    Ecco un riassunto brutale ma onesto di quanto riscontrato:

    • Pannello IPS 100 Hz: Fluidità ottima e colori stabili, un lusso in questa fascia.
    • Design pulito: Cornici sottili e gestione cavi intelligente.
    • Consumi ridotti: Impatto energetico minimo.
    • Audio (Solo voce): Buono per le call, disastroso per la musica (ma c’è).
    • Stand limitato: Niente regolazione in altezza, solo inclinazione.
    • Tasti OSD: Scomodi, duri e difficili da trovare al buio.
    • Materiali: Plastiche un po’ leggere e risonanti.
    • Niente cavo VGA: Nonostante la porta sia presente, il cavo manca.

    Prezzo

    Il Philips 24E1N1100A/00 si posiziona in una fascia di mercato agguerritissima, oscillando tra i 100 e i 130 euro a seconda delle offerte e del rivenditore. È il territorio della “guerra dei poveri”, dove dieci euro in più o in meno spostano volumi enormi.

    A questo prezzo, il valore percepito è alto. Troviamo concorrenti di marchi blasonati (Samsung, LG) che offrono ancora 60 Hz o pannelli VA allo stesso prezzo. Philips qui gioca la carta dell’aggressività sulle specifiche: offrire i 100 Hz e l’IPS a questo prezzo è una mossa per sbaragliare la concorrenza business entry-level. Non state pagando per il marchio o per materiali premium, state pagando per ogni singolo pixel e per quel refresh rate. È un acquisto che definirei “intelligente”: non emoziona al momento del pagamento, ma ripaga nel tempo con un’affidabilità solida.

    Conclusioni

    Alla fine di questa maratona di test, guardo il Philips 24E1N1100A/00 con occhi diversi rispetto all’inizio. Non è un monitor che vi farà innamorare. Non chiamerete i vostri amici per farglielo vedere. Ma è quel tipo di compagno di lavoro affidabile, che si presenta puntuale, fa il suo dovere senza lamentarsi e vi rende la giornata un po’ meno faticosa grazie ai suoi 100 Hz.

    Il comparto audio, focus della nostra analisi, è esattamente quello che mi aspettavo: un compromesso. Se la vostra vita dipende dalla fedeltà sonora, comprate delle casse esterne o usate le cuffie. Ma se vi serve un monitor “tuttofare” per l’ufficio, per studiare o per una postazione secondaria dove lo spazio è poco e non volete cavi extra per l’audio, questo Philips è una soluzione solidissima.

    Lo consiglio a: studenti, impiegati amministrativi, chi lavora molto con testi e fogli di calcolo, e chi ha un budget limitato ma non vuole sacrificare la salute degli occhi.

    Non lo consiglio a: grafici professionisti (la copertura sRGB è buona ma non perfetta), videogiocatori competitivi (serve più velocità) e audiofili (per ovvi motivi).

    In definitiva, un prodotto onesto. E in un mercato pieno di promesse vuote, l’onestà è una merce rara. Ne vale la pena? Assolutamente sì, se sapete cosa state comprando. Attualmente è disponibile sul sito di Amazon Italia.

    Offerta
    Philips 24E1N1100A Monitor 23.8 pollici FHD, 120Hz, IPS, 4ms GtG, Speakers, (1920x1080 HDMI 1x 1.4) nero
    Philips 24E1N1100A Monitor 23.8 pollici FHD, 120Hz, IPS, 4ms GtG, Speakers, (1920x1080 HDMI 1x 1.4) nero
      74,99 EUR
      Acquista su Amazon

      La Nostra Valutazione

      Punteggio: 7/10
      24E1N1100AdesignFullHDmonitorphilipsproduttività
      Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
      D'Orazi Dario
      D'Orazi Dario

      CEO di TecnoAndroid.it sono stato sempre appassionato di tecnologia. Appassionato di smartphone, tablet, PC e Droni sono sempre alla ricerca del device perfetto... Chissà se lo troverò mai... :)

      Articolo precedenti
      PS4 Slim anche portatile: un modder lo rende possibile
      prossimo articolo
      Crisi sulle gpu NVIDIA RTX 50: prezzi alle stelle e disponibilità sempre più rara

      Ultime news

      • Good Omens 3 ora su Amazon Prime Video: il finale spiegato

        17/05/2026
      • Parkinson, la startup di Zuckerberg acquisisce una terapia rivoluzionaria

        17/05/2026
      • Unitree GD01: il robot mecha trasformabile che puoi pilotare davvero

        17/05/2026
      • Digi Mobil VoLTE: ecco gli smartphone compatibili e come attivarlo

        17/05/2026
      • Longevità umana: il segreto potrebbe essere il legame madre-figlio

        17/05/2026

      2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

      Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

      • Privacy e Cookie policy
      • FAQ, Disclaimer e Note legali
      • Contatti

      🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

      Le migliori offerte
      direttamente su di te

      Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
      Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

      Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
      oppure

      Ricevi le offerte via email

      Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

      Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

      TecnoAndroid
      • Home