Windows 11 si è aggiornato con una novità molto interessante che può rendere tutto più semplice. Ora è possibile utilizzare anche le immagini in formato WebP come sfondo, affiancandole ai più tradizionali PNG, JPG e BMP. È ormai un po’ di tempo che il formato WebP è diventato sempre più comune online. Capita spesso che un’immagine scaricata da un sito funzioni perfettamente nel browser, ma non venga riconosciuta da alcune funzioni di sistema. Con questo aggiornamento, Windows 11 elimina uno di questi attriti, evitando conversioni manuali che, fino a ieri, erano quasi obbligatorie.
Perché WebP è diventato così diffuso
A sviluppare il formato WebP è stata Google per diminuire il peso dei file tenendo allo stesso tempo una qualità elevata. Supporta sia la compressione lossy sia quella lossless, permettendo di scegliere tra massima efficienza o conservazione integrale dell’immagine. A questo si aggiungono il supporto alla trasparenza e alle animazioni, che lo rendono una valida alternativa anche alle GIF.
Queste caratteristiche hanno portato a un’adozione rapida sul web. I principali browser lo supportano da tempo, rendendolo uno standard di fatto per la distribuzione delle immagini online. Lato desktop, però, la situazione è stata più lenta e frammentata, con applicazioni che per anni hanno ignorato o gestito solo parzialmente questo formato.
Un vantaggio più pratico che tecnico
Se si guarda al semplice sfondo del desktop, i benefici classici del WebP, come il risparmio di banda, contano relativamente poco. Il vero valore di questa novità sta nella compatibilità. Le immagini scaricate da internet potranno ora essere impostate come sfondo senza passaggi intermedi, riducendo frustrazioni inutili.
Negli anni anche la visualizzazione dei WebP su Windows ha richiesto diversi affinamenti, e non tutti i software si sono adeguati rapidamente. Il fatto che ora Windows 11 li accetti nativamente come immagine di sfondo è un segnale chiaro: il sistema operativo continua ad avvicinarsi ai formati nativi del web, adattandosi alle abitudini reali di chi lo utilizza ogni giorno. Un cambiamento minimo, ma coerente con un’evoluzione più ampia.
