Google continua a lavorare dietro le quinte per rendere Gemini sempre più centrale nell’esperienza Android. Le ultime indicazioni arrivano dal codice dell’app Google per Android, dove stanno prendendo forma nuove funzioni sperimentali raccolte in una sezione dedicata chiamata Gemini Labs. L’obiettivo è chiaro: offrire uno spazio controllato in cui testare strumenti ancora in sviluppo, prima di un eventuale rilascio su larga scala.
Le informazioni sono emerse grazie all’analisi condotta da Android Authority, che ha individuato riferimenti espliciti a novità legate a Gemini Live, a una modalità di ragionamento più avanzata e a capacità agentiche pensate per interagire direttamente con lo smartphone.
Un passo coerente con la visione di Project Astra
Questa strategia si inserisce nel percorso tracciato da Google con Project Astra, il progetto presentato lo scorso anno per delineare un assistente AI capace di comprendere il contesto visivo e muoversi tra le app in modo trasversale. Dopo le prime dimostrazioni pubbliche, finora rimaste soprattutto concettuali, ora iniziano ad affiorare segnali più concreti di come quelle idee possano trasformarsi in funzioni reali, almeno in versione sperimentale.
Nella versione 17.2.51.sa.arm64 dell’app Google per Android compaiono diverse stringhe che fanno riferimento a un gruppo di opzioni contrassegnate dal nome in codice “robin”, già associato in passato a Gemini. È qui che entra in gioco Gemini Labs.
Cosa cambia per Gemini Live
All’interno della voce “Live Experimental Features” sono elencati diversi miglioramenti pensati per Gemini Live. Tra questi spiccano una memoria multimodale, utile per mantenere continuità tra testo, immagini e contesto, e una gestione più efficace del rumore ambientale, fondamentale per l’interazione vocale.
Emergono anche riferimenti alla capacità di rispondere a ciò che l’assistente “vede” sullo schermo e di fornire risultati personalizzati basati sulle app Google utilizzate dall’utente. Un approccio che punta a rendere l’assistente meno reattivo e più contestuale.
Thinking Mode e funzioni agentiche
Accanto a Live, il codice fa riferimento a una modalità di ragionamento più profondo, spesso indicata come Thinking Mode. L’idea è offrire risposte meno immediate, ma più strutturate, quando il contesto lo richiede. Si parla inoltre di funzionalità agentiche, capaci di interagire con l’interfaccia del telefono, aprendo la strada a un assistente che non si limita a rispondere, ma agisce.
