Quando parliamo di messaggistica, sicuramente la prima applicazione che ci viene in mente è whatsApp, la piattaforma tinta di verde gode infatti di una popolarità davvero senza precedenti conquistata nel corso degli anni a suon di aggiornamenti rilasciati dal team di sviluppo in modo costante e duraturo, ogni tot di mesi infatti assistiamo all’arrivo di nuove funzionalità che contribuiscono a rendere l’applicazione il colosso che è oggi.
Tutto questo nel corso dell’ultimo decennio ha permesso WhatsApp di racimolare un bacino di utenti praticamente sconfinato che vanta migliaia e migliaia di persone, tra queste purtroppo però non sono presenti solo persone normali che usano WhatsApp per messaggiare ma anche persone con brutte intenzioni che utilizzano WhatsApp con un fine assolutamente sbagliato e lontano dai motivi per cui nasce l’applicazione.
Nello specifico, gli utenti che ormai da diverso tempo rappresentano un problema, sono i truffatori, questi ultimi hanno ormai varcato la soglia di WhatsApp e le truffe online spesso usano l’applicazione per colpire molte più persone rispetto a quelle attaccabili con i mezzi di comunicazione più comuni, di conseguenza anche qui in Italia molto spesso tanti utenti si trovano ad affrontare delle truffe decisamente subdole e difficili da scoprire.
La truffa del codice a sei cifre
Una truffa che sta colpendo con discreta regolarità e che ogni giorno crea davvero tanti problemi è quella del codice a sei cifre, i truffatori in un primo momento cercano semplicemente di accedere all’account della vittima designata, quando WhatsApp però genera un codice OTP per autenticare l’accesso, i truffatori mettono in scena una situazione studiata proprio per ingannare la vittima che riceve il codice, la contattano spacciandosi o per WhatsApp o per un utente comune, chiedendo di restituire un codice di sicurezza inviato per sbaglio, si tratta ovviamente dell’OTP e i truffatori sperano che la vittima non si renda conto dell’imbroglio e invii dunque il codice permettendo ai truffatori di penetrare nel suo account, una volta fatto ovviamente se ne è impossessano buttando fuori la vittima dal proprio account per poi utilizzare la sua identità per ulteriori reati.
