Google ha annunciato l’arrivo di Gemini su Android Auto lo scorso novembre. Dopo anni di convivenza forzata con un Google Assistant sempre più limitato, l’idea di un assistente capace di comprendere richieste complesse e di dialogare in modo naturale anche durante la guida aveva acceso aspettative molto alte. A distanza di mesi, però, l’entusiasmo iniziale si è scontrato con una realtà più lenta e incerta.
L’aggiornamento, individuato solo da alcuni utenti tramite la versione 16.0 beta dell’app Android Auto, è ancora lontano da una diffusione su larga scala. Il rollout procede a rilento e resta confinato a una cerchia ristretta di automobilisti. Una situazione che sta iniziando a generare frustrazione. Chi ha avuto modo di provare Gemini in auto racconta che con l’uso quotidiano emergono diversi limiti che smorzano l’effetto “novità”. L’integrazione con le app di Android Auto non è ancora all’altezza e l’interazione vocale può diventare macchinosa. In alcuni casi, l’utente è costretto a intervenire manualmente sullo schermo mentre Gemini continua a parlare. Creando una situazione paradossale che obbliga a interrompere l’assistente.
Gemini su Android Auto non procede come sperato
Il problema, però, va ben oltre chi ha già ricevuto l’aggiornamento. La stragrande maggioranza degli utenti continua, infatti, a dipendere da Google Assistant, che appare sempre più trascurato. Online, e in particolare su Reddit, si moltiplicano le segnalazioni di risposte errate o inutili, anche per comandi semplici. C’è chi racconta di un assistente incapace di avviare una chiamata, cambiare brano o impostare una destinazione, e chi lamenta veri e propri blocchi improvvisi. Tale scenario non riguarda solo Android Auto, ma si estende anche agli smart speaker e ad altri dispositivi dell’ecosistema Google. La stessa azienda ha ammesso, negli ultimi mesi, di stare affrontando difficoltà nel mantenere le prestazioni di un assistente vocale che sembra ormai avviato verso un lento pensionamento.
In auto, però, le conseguenze sono molto più serie.
Un assistente vocale inaffidabile non è solo una seccatura, ma un potenziale rischio per la sicurezza. Quando la voce smette di funzionare come dovrebbe, l’utente finisce per affidarsi al touchscreen o, peggio, allo smartphone, aumentando le distrazioni alla guida.
Android Auto nasce proprio per evitare tale scenario, offrendo un’interfaccia pensata per ridurre al minimo l’interazione manuale. In tale contesto, trovarsi a scegliere tra un Google Assistant sempre meno efficiente e un Gemini ancora acerbo o poco disponibile non è esattamente rassicurante.
