Negli ultimi mesi è diventato sempre più evidente come Samsung stia riponendo nuove e concrete aspettative nella famiglia Exynos, al punto da valutare un cambio di rotta profondo nella propria strategia di sviluppo dei chip. Un cambio che, se confermato, potrebbe avvicinare il colosso coreano al modello adottato da Apple, basato su processori altamente personalizzati e progettati internamente per massimizzare integrazione ed efficienza.
Secondo le più recenti indiscrezioni, Samsung starebbe infatti lavorando a Exynos 2800 con un approccio radicalmente diverso rispetto al passato recente, segnando un possibile ritorno allo sviluppo interno non solo del SoC nel suo complesso, ma anche dei core CPU e GPU, dopo anni di collaborazione con partner esterni.
Exynos 2800: addio ai core ARM standard e alla grafica AMD?
A rilanciare l’indiscrezione è il leaker Smart Chip Guide, secondo cui Samsung avrebbe in programma di abbandonare i core CPU standard di ARM per tornare a un’architettura completamente proprietaria. Parallelamente, l’azienda starebbe valutando anche la fine della collaborazione con AMD per quanto riguarda le GPU basate su architettura RDNA, utilizzate nei chip Exynos a partire dal 2022.
Si tratterebbe di una svolta significativa, perché proprio l’adozione di soluzioni ARM “chiavi in mano” e delle GPU AMD aveva rappresentato, negli ultimi anni, una sorta di compromesso: buone prestazioni teoriche, ma limitato margine di differenziazione rispetto alla concorrenza e, soprattutto, difficoltà nel tenere il passo dei chip Snapdragon in termini di efficienza energetica.
Un ritorno al passato, ma con basi tecnologiche diverse
Va ricordato che non sarebbe il primo tentativo di Samsung di sviluppare CPU personalizzate. Fino al 2020, infatti, l’azienda aveva portato avanti internamente il progetto Mongoose, che aveva dimostrato prestazioni di picco molto elevate, ma anche problemi evidenti legati a consumi e gestione del calore, fattori che ne avevano decretato l’abbandono.
Oggi, però, il contesto tecnologico è profondamente cambiato. Samsung può contare su progressi significativi nel processo produttivo Gate-All-Around (GAA) a 2 nm, una tecnologia che promette un miglior controllo delle correnti, una maggiore densità dei transistor e un netto passo avanti sul fronte dell’efficienza. Proprio questo elemento potrebbe rappresentare la chiave per evitare gli errori del passato.
Galaxy S28 come banco di prova della nuova strategia
Secondo le indiscrezioni attuali, Exynos 2800 dovrebbe debuttare ufficialmente con la serie Galaxy S28 nel 2028. Una finestra temporale che offre a Samsung oltre un anno per affinare l’architettura, validare le soluzioni interne e risolvere eventuali criticità prima del debutto commerciale. L’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, sarebbe quello di replicare il modello Apple, puntando su una profonda integrazione tra hardware e software, con chip progettati su misura per i propri dispositivi di punta. Una strategia che, se portata a maturità, potrebbe finalmente ridurre il divario storico con i SoC di Qualcomm e offrire a Samsung un maggiore controllo sull’intera filiera tecnologica.
Exynos 2600: l’ultimo con GPU AMD?
Se queste voci dovessero trovare conferma, Exynos 2600, atteso su Galaxy S26, potrebbe rappresentare l’ultimo processore Samsung a utilizzare grafica RDNA di AMD. Un passaggio di testimone che segnerebbe la fine di una collaborazione importante, ma non del tutto convincente sul piano dei risultati pratici.
