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Uno sviluppatore ha modificato un umidificatore smart Xiaomi: ora funziona totalmente in locale

Uno sviluppatore rilascia un firmware custom che svincola l’umidificatore Xiaomi Mi Smart Antibacterial dal cloud: ora funziona in locale con Home Assistant. Ecco cosa significa per la smart home.

scritto da Manuel De Pandis 20/12/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
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Nel pieno di una fase piuttosto turbolenta per l’ecosistema smart home — tra la chiusura definitiva del cloud Neato da parte di Vorwerk e l’avvio della bancarotta per iRobot — arriva una storia che rimette al centro un tema sempre più decisivo: cosa succede ai dispositivi intelligenti quando i server del produttore spariscono? A dare una risposta concreta, questa volta, non è un’azienda ma uno sviluppatore indipendente.

Il firmware che svincola l’umidificatore Xiaomi dal cloud

Lo sviluppatore, conosciuto online come stv0g, ha pubblicato un firmware custom che permette di eliminare totalmente la dipendenza dal cloud di Xiaomi su uno specifico modello: Xiaomi Mi Smart Antibacterial Humidifier. La scelta del device non è casuale: il prodotto integra un microcontroller ESP8266/ESP32, piattaforme perfette per essere integrate in ESPHome, il framework pensato per trasformare i dispositivi smart in periferiche totalmente locali e compatibili con Home Assistant.

Per chi non mastica l’argomento: ESPHome consente di programmare e controllare dispositivi connessi senza appoggiarsi ad alcun server esterno, eliminando rischi di dismissione dei servizi, blocchi cloud o modifiche unilaterali da parte del produttore.

La procedura: decisamente non per principianti

La documentazione pubblicata da stv0g è molto dettagliata, ma non parliamo di un “flash” alla portata di tutti. Serve smontare il dispositivo, accedere fisicamente al modulo Wi-Fi, saldare alcuni punti di contatto e installare manualmente il nuovo firmware. Una procedura da maker esperti, più vicina all’hardware hacking che alla classica custom ROM su smartphone.

Il risultato, però, è notevole:

  • l’umidificatore diventa pienamente controllabile in locale,
  • comunica direttamente con Home Assistant senza transitare su server Xiaomi,
  • non risente più di policy, restrizioni, chiusure cloud o cambi di API,
  • estende la vita del prodotto oltre le intenzioni commerciali del produttore.

In un periodo in cui un semplice “switch-off” può trasformare un robot smart in un fermacarte — come successo per Neato — la possibilità di liberare i dispositivi dal cloud sta diventando un argomento sempre più sentito.

Il tema più grande: possediamo davvero i dispositivi smart?

La vicenda solleva un interrogativo che molti utenti stanno iniziando a porsi: che cosa vuol dire possedere un dispositivo smart se il suo funzionamento dipende da un server remoto che non controlliamo?

Il caso dell’umidificatore Xiaomi modificato dimostra che quando i produttori spengono il cloud, un device può rimanere senza la sua componente “intelligente” o addirittura diventare inutilizzabile — un rischio che riguarda termostati, videocitofoni, lampadine, serrature, robot aspirapolvere, perfino elettrodomestici tradizionali.

cloudsviluppatoreXiaomi
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Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

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