
Android 16
Google continua a lavorare, come sempre in modo costante ma senza proclami, alla sua versione della funzione di scambio contatti in stile NameDrop già intravista il mese scorso. L’ultimo aggiornamento di Google Play Services permette finalmente di dare uno sguardo più concreto all’animazione che accompagnerà la procedura quando due smartphone Android verranno avvicinati. Una novità che conferma i progressi già emersi e suggerisce che, pur essendo ancora lontana dal rilascio, la funzione sta prendendo forma più rapidamente del previsto. Internamente viene indicata come Gesture Exchange o Contact Exchange.
Animazione visibile ma funzionalità non operativa
Questi nomi provvisori descrivono bene l’intento di Google: rendere possibile la condivisione dei contatti semplicemente avvicinando due dispositivi, eliminando qualsiasi passaggio intermedio come codici QR o digitazioni manuali. È lo stesso approccio visto su iOS con NameDrop, dove un’animazione dedicata segna l’inizio dello scambio. Su Android, nonostante sia tutto ancora in fase embrionale, l’idea appare simile: un gesto naturale, una breve animazione, un trasferimento immediato.
Grazie alla Beta 25.49.31 di Google Play Services è stato possibile riprodurre l’animazione della versione Android di NameDrop su un POCO F6 e un Pixel 9. La parte grafica è già visibile e mostra chiaramente come Google voglia rendere l’esperienza piacevole e in linea con il suo stile visivo. Tuttavia allo stato attuale non compare alcun pop-up di conferma e lo scambio vero e proprio non avviene.
Questo perché la funzione è ancora troppo acerba: siamo davanti a un’anteprima puramente estetica, utile a capire la direzione ma non ancora rappresentativa dell’esperienza finale. Google sta evidentemente lavorando prima sull’interfaccia utente per definire l’aspetto visivo prima di completare l’implementazione tecnica sottostante.
NFC come trigger, trasferimento via Bluetooth e Wi-Fi
È già noto che verrà usato l’NFC per rilevare la prossimità dei dispositivi. Non è però chiaro se tutto il trasferimento avverrà tramite questa tecnologia o se l’NFC fungerà soltanto da stretta di mano iniziale, passando poi a Bluetooth e Wi-Fi per la parte più pesante. Una scelta che avrebbe senso considerando la quantità di dati potenzialmente scambiabili e il fatto che l’NFC da solo non è pensato per trasferimenti voluminosi.
Uno dei possibili ostacoli riguarda la posizione dell’antenna NFC. Sugli iPhone è sempre collocata in alto e questo rende NameDrop immediato. Nel mondo Android invece ogni produttore colloca l’antenna dove preferisce: a volte in alto, a volte al centro, in alcuni casi persino più in basso. È facile immaginare che gli utenti dovranno trovare il punto giusto avvicinando i dispositivi, e questo potrebbe aggiungere una complessità inattesa a una funzione che dovrebbe nelle intenzioni semplificare tutto.
