Quando si parla di monitor “smart”, ormai si pensa subito alle serie M di Samsung, quei dispositivi a metà tra un monitor vero e proprio e una piccola TV da scrivania. Hisense ha deciso di entrare nella stessa categoria, ma lo fa con un carattere un po’ diverso, più deciso e con un’attenzione quasi ostentata verso chi passa le proprie giornate tra editing, giochi e sessioni davanti allo schermo. Il risultato è il nuovo 27GX, un 27 pollici Mini LED che nasce già con l’idea di giocare in una lega alta, quella dove i numeri non servono solo a fare scena ma a raccontare un’esperienza.
Hisense 27GX: il Mini LED che mette il gaming e il lavoro sullo stesso piano
La base è un pannello Fast IPS accompagnato da una retroilluminazione Mini LED che non si limita a qualche zona di controllo ma arriva a oltre duemila piccole aree indipendenti. Il risultato, almeno sulla carta, è quella sensazione di profondità e contrasto che di solito si cerca in un monitor da usare di giorno, di sera, con luci accese o totalmente al buio. Il picco di luminosità, che tocca i 2.000 nit, promette di mantenere i contenuti brillanti e leggibili anche in ambienti particolarmente luminosi, mentre la certificazione HDR1400 si presenta come una sorta di garanzia per chi ama vedere le immagini esplodere in tutta la loro intensità.
C’è poi questo trattamento chiamato Obsidian Screen, un doppio rivestimento antiriflesso che cerca di addomesticare le superfici lucide e gestire le luci ambientali senza restituire quella fastidiosa patina grigiastra. Hisense giura che aiuti anche sui neri, rendendoli più profondi e corposi. E mentre chi lavora o guarda contenuti può puntare a un 4K che scorre a 160 Hz, chi vuole solo la massima fluidità può sacrificare la risoluzione per un Full HD che arriva a 320 Hz. In entrambi i casi, il monitor sembra voler accontentare sensibilità diverse senza schierarsi da una parte sola.
Il lato “smart”, invece, non è una semplice aggiunta per fare numero. Dentro c’è lo stesso processore che Hisense utilizza sulle sue TV più importanti, con funzioni che vanno dall’upscaling intelligente alla gestione dinamica dell’immagine. L’audio, supportato dal Dolby Atmos, prova a riempire la stanza senza sembrare un ripiego. E la dotazione di porte abbraccia un po’ tutto, dall’HDMI 2.1 alla USB-C che può alimentare un laptop. In Cina è già in vendita, mentre da noi resta ancora un punto interrogativo. Ma l’idea di vedere sulla scrivania un monitor che vuole essere un po’ tutto, senza esagerare né nel tono né nelle promesse, ha sicuramente il suo fascino.
