Opera apre ufficialmente Neon a chiunque sottoscriva l’abbonamento mensile da 19,90 euro, eliminando la lista d’attesa che fino a oggi aveva limitato l’accesso ai soli “Founders”. Con questo passo, l’azienda punta a portare il proprio progetto fuori dalla fase sperimentale e a proporlo come uno strumento rivolto a chi utilizza l’intelligenza artificiale nel lavoro di tutti i giorni.
L’idea alla base del browser è molto diversa da quella dei tradizionali strumenti di navigazione. Neon non si limita a integrare chatbot o piccoli assistenti laterali: è stato progettato per eseguire veri compiti, intervenendo direttamente sulle schede, comparando informazioni da più fonti e completando anche operazioni digitali senza richiedere un intervento costante. In altre parole, non un supporto alla navigazione, ma un assistente che agisce all’interno del browser.
Modelli avanzati e agenti interni che svolgono attività complesse
Per raggiungere questo obiettivo, Neon offre accesso immediato a modelli avanzati come Gemini 3 Pro, GPT-5.1, Veo 3.1 e Nano Banana Pro. Opera affianca questi strumenti a tre agenti interni — Neon Chat, Do e Make — pensati per orchestrare processi composti da più operazioni. La logica è quella di delegare attività che richiederebbero tempo e attenzione, come organizzare un viaggio, strutturare un progetto digitale o generare contenuti complessi.
L’aggiornamento più recente introduce ODRA, un agente dedicato alle attività di deep research. ODRA è stato sviluppato per seguire ricerche articolate mantenendo ordine, riferimenti verificabili e una struttura chiara. La modalità “1-minute research” permette inoltre di ottenere una panoramica approfondita in tempi molto rapidi, una funzione utile tanto per studenti quanto per professionisti che devono orientarsi in fretta su un argomento.
Un mercato che si muove e una strategia che punta sulla capacità di azione
Il settore dei browser AI sta vivendo una fase di forte accelerazione. Perplexity ha lanciato il suo Comet Browser con un focus marcato sulla ricerca, mentre The Browser Company ha presentato Dia, orientato alla gestione automatica delle attività online. Neon prova a distinguersi puntando su un ecosistema di agenti capaci di agire, non solo di generare testi o fornire risposte.
Opera si rivolge in particolare a chi usa quotidianamente strumenti AI come leva produttiva e necessita di automatizzare micro-task ricorrenti. Neon viene presentato come una soluzione in grado di ridurre il tempo passato a gestire operazioni ripetitive, lasciando che sia il browser a occuparsene.
L’app è scaricabile direttamente dal sito ufficiale di Opera e rappresenta, nelle intenzioni dell’azienda, l’inizio di una nuova fase in cui il browser smette di essere un semplice punto di accesso al web per diventare uno spazio operativo assistito dall’intelligenza artificiale.
