La realizzazione del tunnel sottomarino Rogfast sta ridisegnando le prospettive infrastrutturali della Norvegia occidentale. Attirando l’attenzione internazionale per le sue dimensioni record e per le condizioni operative estreme in cui viene costruito. Il tracciato è destinato a diventare il tunnel stradale più lungo e più profondo mai realizzato. Scenderà fino a circa 390 metri sotto il livello dell’oceano e si estenderà per 26,7 chilometri. Un’opera che, secondo le previsioni, modificherà i collegamenti tra Stavanger e Haugesund, accorciando di quaranta minuti anche il percorso verso Bergen. La necessità di affrontare una simile sfida ingegneristica nasce dalla conformazione della costa norvegese, frammentata da fiordi che da sempre costringono gli automobilisti a dipendere dai traghetti.
Rogfast è il nuovo tunnel da record che si staglia sotto l’oceano
La strategia governativa sulla E39, il principale corridoio viario della regione occidentale, mira a interrompere tale dipendenza. Ciò offrendo una linea continua e più veloce lungo l’asse costiero. Rogfast rappresenta il segmento più ambizioso di tale piano, sia per l’investimento economico sia per le implicazioni logistiche.
La configurazione del tunnel prevede due gallerie parallele, entrambe dotate di due corsie. Entrambe collegate da passaggi trasversali e da un corridoio centrale dedicato agli standard di sicurezza imposti dalle autorità norvegesi. A rendere l’infrastruttura ancora più particolare è la rotonda sotterranea collocata a 260 metri di profondità, punto di snodo che garantirà l’accesso all’isola di Kvitsøy.
Le sfide tecniche rimangono considerevoli. Operare a centinaia di metri sotto l’oceano significa confrontarsi con pressioni elevate e possibili infiltrazioni saline. I quali richiedono sistemi avanzati di sigillatura e l’impiego di iniezioni cementizie per mantenere asciutte le aree in cui proseguono gli scavi. L’allineamento tra le sezioni scavate dai due lati deve rispettare una tolleranza inferiore ai cinque centimetri. Per raggiungere tale livello di precisione vengono utilizzati scanner laser e un modello digitale costantemente aggiornato.
Un ulteriore elemento cruciale riguarda la ventilazione. Per evitare accumuli di sostanze inquinanti, il tunnel sarà dotato di un sistema longitudinale basato su potenti jet fan. Supportato da un pozzo verticale che raggiungerà Kvitsøy, così da garantire un ricambio d’aria adeguato.
L’inizio dei lavori risale al 2018, ma le attività hanno vissuto un rallentamento. Quest’ultimo causato da dispute contrattuali e dall’aumento generalizzato dei costi. La piena ripartenza nel 2021, con l’affidamento di una parte cruciale del progetto al gruppo svedese Skanska, ha riportato il cantiere in una fase operativa stabile. L’appalto assegnato vale circa 495 milioni di dollari. Equivalenti a poco più di 456 milioni di euro. L’intero investimento è stimato in 25 miliardi di corone norvegesi, ovvero circa 2,1 miliardi di euro. La conclusione dei lavori è programmata per il 2033.
