
traffico dati
Il consumo di dati da parte degli utenti italiani continua a crescere rapidamente, e i numeri pubblicati dall’Osservatorio Segugio.it mostrano come questo aumento non sia accompagnato da un incremento dei prezzi. Al contrario, mentre il traffico incluso nelle offerte è quasi quadruplicato rispetto al 2020, i canoni medi mensili restano stabili intorno ai 10 euro, con oscillazioni verso il basso negli ultimi due anni. L’indagine, basata su 99 offerte proposte da 16 operatori italiani, evidenzia un settore sempre più competitivo, spinto anche dalla diffusione del 5G e dalla pressione concorrenziale degli operatori virtuali.
Dal 2020 a oggi: più giga, meno costi
Secondo i dati raccolti, le offerte mobile sono passate da una media di 65 giga inclusi nel 2020 agli attuali 239 giga, un incremento che riflette sia la crescita dell’utilizzo reale sia la necessità degli operatori di rendere le proprie proposte più attraenti. Il costo medio mensile, invece, è sceso da 10,96 euro agli attuali 10,22 euro, con punte ancora più basse nel 2022 e nel 2024, quando diverse offerte sono scese sotto la soglia psicologica dei 10 euro.
Si tratta di un andamento controintuitivo: più servizi, prezzi più bassi. Un fenomeno reso possibile dalla forte competizione nel mercato italiano, dove ogni operatore cerca di trattenere i clienti ampliando il bundle dati senza aumentare i costi.
Gli italiani consumano più dati che mai
Considerando le sole SIM “Human”, cioè quelle utilizzate dagli utenti finali e non dai dispositivi IoT, il consumo medio giornaliero è di 0,94 giga, per un totale di circa 30 giga al mese. È il valore più alto registrato finora e rappresenta più del doppio dei livelli del 2021, con un incremento del 112,4%. Nonostante ciò, il 97% delle offerte disponibili sul mercato supera ampiamente le necessità dell’utente medio, confermando che l’abbondanza di giga a disposizione consente a molti di scegliere tariffe economiche senza preoccuparsi di superare il limite. Nel 2025, secondo i rilevamenti, l’offerta più conveniente parte da 3,99 euro al mese, contro i 4,99 euro registrati nel 2021 come prezzo minimo.
Perché scegliamo più giga di quelli che servono
Oltre alla crescita reale del consumo, molti utenti tendono a preferire offerte con quantità di dati molto superiori al proprio fabbisogno. La motivazione è prevalentemente psicologica: la volontà di avere un “margine di sicurezza”, soprattutto in caso di utilizzi straordinari come hotspot, streaming o periodi fuori casa.
Paolo Benazzi, Managing Director Utilities and Banking di Segugio.it, ha commentato che “il mercato risulta estremamente competitivo, con quantità di traffico che crescono più velocemente dei consumi reali”. Questa dinamica favorisce gli utenti, che possono accedere a bundle generosi a costi minimi, ma aumenta anche l’importanza del confronto trasparente tra tariffe per evitare di pagare per servizi non necessari.
Le diverse tipologie di utente e i relativi costi medi
L’Osservatorio ha classificato gli utenti in base al consumo mensile di traffico, delineando un quadro segmentato ma coerente con l’andamento generale. Ecco i valori emersi:
- Utente intermedio (100 GB/mese): 9,57 euro al mese
- Utente avanzato (300 GB/mese): 12,59 euro al mese
- Utente top (tutte le offerte, giga illimitati): 13,85 euro al mese
- Utente top con convergenza fisso-mobile: 9,47 euro al mese
- Utente top senza convergenza: 15,31 euro al mese
Il divario evidenzia come le offerte con convergenza — sempre più diffuse — riescano a ridurre sensibilmente il canone mensile per chi necessita di traffico illimitato.
Un mercato competitivo che continua a evolversi
Il quadro delineato da Segugio.it conferma che il mercato italiano è tra i più competitivi in Europa. L’aumento dei giga inclusi non solo segue il trend dell’uso effettivo, ma lo anticipa, creando un contesto in cui gli utenti possono trovare facilmente offerte sovradimensionate a basso costo. Resta da capire come evolverà la situazione nei prossimi anni: l’espansione del 5G standalone, l’arrivo del 5G Advanced e la progressiva crescita del traffico video continueranno a influenzare sia il consumo reale sia le strategie degli operatori.
