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L’Europa cambia strategia: stop definitivo al gas russo entro il 2027

Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue approvano lo stop alle importazioni di gas e petrolio da Mosca. Bruxelles punta sull’indipendenza energetica e su nuove alleanze globali.

scritto da Manuel De Pandis 06/12/2025 0 commenti 2 Minuti lettura
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Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui l’Unione Europea ha voltato pagina in materia energetica. Dopo oltre tre anni di transizione e negoziati, il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno approvato il regolamento che sancisce lo stop definitivo al gas russo entro il 2027 e l’avvio del percorso per l’eliminazione graduale del petrolio. Una scelta definita “storica” dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha parlato di “una svolta per la sicurezza e la sovranità energetica dell’Europa”.

Le date chiave della transizione

La decisione rappresenta la tappa finale del piano REPowerEU, elaborato nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la conseguente crisi energetica. Da allora, Bruxelles ha lavorato per liberare il continente da una dipendenza che nel 2021 raggiungeva livelli record: il 45% del gas e il 27% del petrolio provenivano dalla Russia. Oggi quei numeri sono crollati rispettivamente al 13% e al 2%, mentre le importazioni di carbone russo sono state azzerate.

“Impoveriamo lo scrigno bellico di Putin”

Con parole dirette, la presidente von der Leyen ha sottolineato il duplice significato politico ed economico della misura:

“Oggi stiamo fermando queste importazioni in modo permanente. Impoverendo lo scrigno bellico di Putin, siamo solidali con l’Ucraina e apriamo la strada a nuovi partenariati energetici, più affidabili e sostenibili.”

L’obiettivo non è solo ridurre la dipendenza, ma anche rafforzare l’autonomia energetica dei singoli Stati membri e garantire una maggiore stabilità ai mercati europei, spesso manipolati in passato da Mosca attraverso i ricatti legati ai flussi di gas. Il regolamento introduce una fase transitoria per consentire ai Paesi membri di gestire gradualmente la fine dei contratti ancora in essere. Ogni importazione di gas russo dovrà essere preventivamente autorizzata e giustificata in modo dettagliato, con controlli stringenti su quantità e tempistiche.

Ecco le principali scadenze fissate da Bruxelles:

  • 25 aprile 2026: stop all’import di gas naturale liquefatto (GNL) previsto da contratti a breve termine firmati prima del 17 giugno 2025.
  • 17 giugno 2026: divieto di import di gas tramite gasdotto previsto da contratti a breve termine.
  • 1° gennaio 2027: stop al GNL anche per i contratti a lungo termine.
  • 30 settembre 2027: blocco definitivo del gas via gasdotto, con una possibile proroga al 1° novembre 2027 in caso di difficoltà di stoccaggio.

Nel frattempo, gli Stati membri dovranno presentare entro il 1° marzo 2026 i propri piani nazionali di diversificazione energetica, indicando strategie per ampliare le fonti di approvvigionamento e potenziare le infrastrutture per le rinnovabili.

Le conseguenze sul mercato e le nuove alleanze

Secondo gli analisti della Commissione, lo stop al gas russo segna l’inizio di un riequilibrio strutturale del mercato europeo. L’UE punta su nuove partnership strategiche con Paesi come Norvegia, Stati Uniti, Algeria e Qatar, oltre a un rafforzamento della rete di rigassificatori e interconnessioni interne.

europagas russo
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Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

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