Il Trump Phone continua a rimanere un oggetto quasi “fantasma”. Anche all’inizio di dicembre, data indicata come nuova finestra di spedizione, non ci sono segnali concreti che lo smartphone stia davvero per arrivare nelle mani dei clienti. Negli ultimi giorni NBC ha ricostruito la situazione, evidenziando come il progetto sia ancora fermo nonostante le numerose promesse fatte dall’azienda. Il dispositivo era stato presentato a giugno alla Trump Tower dai due figli maggiori dell’attuale presidente degli Stati Uniti, con una disponibilità prevista ad agosto. Da allora, la data è stata rinviata più volte senza spiegazioni realmente verificabili.
Il supporto clienti della società aveva perfino comunicato una data specifica, il 13 novembre, poi spostata ai “primi di dicembre”. Le motivazioni dei ritardi sono cambiate continuamente: tra le più singolari, il lungo shutdown del governo americano, indicato come causa dei rallentamenti. Parallelamente, diversi clienti segnalano che le richieste di rimborso dei 100 dollari di preordine vengono respinte, nonostante si parli di oltre 591.000 prenotazioni per un totale superiore ai 59 milioni di dollari.
Un progetto dalle fondamenta poco chiare
Il lancio del Trump Phone ha sollevato perplessità fin dal primo annuncio. La società parlava di un dispositivo completamente made in USA, una possibilità praticamente irrealizzabile nel panorama produttivo odierno: mancano componenti, filiere locali sufficienti e manodopera specializzata, soprattutto per uno smartphone dal prezzo reclamizzato di 499 dollari. Non a caso, il sito ufficiale è stato aggiornato rapidamente rimuovendo i riferimenti alla produzione sul territorio statunitense, lasciando solo vaghi accenni a progettazione e controllo qualità locali.
Identità del prodotto e materiale promozionale poco trasparente
Anche l’aspetto del telefono è cambiato più volte. Le prime immagini lo mostravano simile a un recente iPhone Pro, elemento che aveva fatto ipotizzare un’origine white label cinese con finitura dorata. Poi l’account ufficiale di Trump Mobile ha pubblicato un’immagine modificata di un iPhone 16 o 15 Pro, seguita da un’altra foto riconducibile a un Galaxy S25 Ultra, al punto che si intravedeva perfino il logo di Spigen sulla custodia.
Il quadro si complica ulteriormente osservando ciò che è accaduto a un giornalista della NBC: al momento del pagamento dell’acconto, la sua carta di credito ha segnalato un avviso anti-frode, una situazione insolita quando si effettuano acquisti presso rivenditori affidabili. Un dettaglio che alimenta nuove domande sulla gestione dell’intero progetto e sulla reale solidità dell’iniziativa commerciale legata al Trump Phone.
