Google prosegue nell’evoluzione di Gemini, questa volta introducendo direttamente al suo interno la funzione Circle to Search rendendola quindi ancora più immediata. Cerchia e cerca è stata una delle prime applicazioni davvero intuitive dell’AI sui dispositivi Android, una sorta di estensione più moderna e fluida delle capacità già viste in Google Lens. L’integrazione in Gemini elimina passaggi superflui come screenshot, menu accessori o pressioni sul tasto Home, puntando esclusivamente sulla semplicità del gesto.
La novità, indicata internamente come Circle Screen, è stata individuata dall’utente HHUUEELL su X e risulta in distribuzione limitata, probabilmente tramite aggiornamento lato server. Il funzionamento ricalca l’esperienza originale: si seleziona una parte dello schermo, si rilascia il dito e Gemini interpreta immediatamente ciò che è stato evidenziato, fornendo spiegazioni, contesto o avviando ricerche mirate sulla base della selezione.
Un gesto diverso per avviare la funzione
La principale differenza riguarda l’attivazione. Mentre Cerchia e cerca tradizionale richiedeva una pressione lunga sulla pillola del tasto Home, la variante integrata in Gemini si avvia tramite uno swipe diagonale dal bordo inferiore del display. È un gesto che segue la logica degli attuali sistemi di attivazione dell’assistente, mantenendo coerenza con l’interfaccia di Google.
Un nuovo aspetto visivo per l’assistente
Parallelamente a questa novità funzionale, Google sta aggiornando anche l’aspetto grafico dell’overlay di Gemini. Il bagliore colorato che un tempo circondava la pillola dell’assistente, introdotto con l’ultimo restyling, viene ora spostato verso le cornici del display. Una scelta che rende il richiamo dell’assistente più armonioso e integrato nel resto dell’interfaccia, riducendo gli elementi che potrebbero disturbare la navigazione.
La distribuzione di Circle to Search dentro Gemini procede a scaglioni e al momento è limitata a un numero ristretto di dispositivi, tra cui alcuni modelli Samsung. La disponibilità verrà ampliata progressivamente, man mano che Google raccoglierà feedback sul comportamento della funzione nelle condizioni d’uso reali.

