Riguardo le politiche ambientali europee, la questione dei rifiuti da imballaggi rimane una delle più complesse. I dati del 2023 evidenziano un quadro solo in parte incoraggiante. Nell’Unione Europea sono stati prodotti 79,7 milioni di tonnellate di scarti derivati dal confezionamento dei beni di consumo. Equivalenti a 177,8 chilogrammi per abitante. La cifra, pur in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, continua a superare quella di un decennio fa. A dimostrazione che la riduzione strutturale di tali materiali non è ancora realtà. Ogni cittadino europeo ha prodotto in media 35,3 chilogrammi di rifiuti plastici da imballaggio nel 2023. Solo 14,8 chilogrammi sono stati effettivamente riciclati. Con un incremento minimo rispetto all’anno precedente. Il tasso complessivo di recupero, pari al 42,1%, mostra un progresso rispetto al 38,2% del 2013. Ma la distanza tra produzione e riciclo resta ampia. In dieci anni la quantità di plastica generata è aumentata di 6,4 chilogrammi per persona. Mentre quella riciclata è cresciuta di 3,8 chilogrammi.
Imballaggi in plastica: dati emersi per i cittadini europei
Nel dettaglio, l’Europa si muove a velocità diverse. Il Belgio mantiene la leadership con un 59,5% di rifiuti plastici riciclati. Seguito da Lettonia e Slovacchia, entrambe sopra il 54%. L’Italia, ottava in graduatoria, consolida la propria posizione positiva. All’opposto, Ungheria, Francia e Austria restano indietro, con percentuali comprese tra il 23 e il 27%. Le disuguaglianze nei risultati rispecchiano differenze nei sistemi di raccolta, nelle tecnologie di trattamento e nel coinvolgimento dei cittadini.
Nel complesso, la traiettoria europea evidenzia un paradosso. Si produce leggermente meno, ma non abbastanza per ridurre in modo strutturale il peso ambientale degli imballaggi. La transizione verso l’economia circolare avanza, ma con lentezza e disomogeneità. Perché i progressi diventino duraturi, serviranno innovazioni industriali, incentivi al riuso e un cambiamento culturale che modifichi la percezione stessa del packaging. In un continente che punta alla neutralità climatica, il modo in cui vengono confezionati i prodotti continuerà a essere uno specchio della capacità dell’Europa di tradurre le proprie ambizioni ambientali in risultati concreti.
