La Ford GT Mk IV segna l’ultimo capitolo di una storia iniziata quasi dieci anni fa nello stesso stabilimento. Solo 67 esemplari verranno realizzati, la maggior parte già consegnata a clienti selezionati. Restano pochissime unità disponibili, destinate a collezionisti pronti a vivere la vettura in circuito. La collaborazione con Multimatic Motorsports ha dato vita a una versione celebrativa che affonda le radici nella Ford GT vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2016. Gli ingegneri hanno operato senza vincoli regolamentari o stradali, liberando ogni possibilità tecnica.
La tecnica oltre il confine: una Ford che supera ogni aspettativa
Il motore della Ford è l’EcoBoost V6 biturbo da 3,8 litri, sviluppato da Roush-Yates Engines, eroga oltre 820 CV, evoluzione diretta del propulsore impiegato a Le Mans. Il cambio sei rapporti a controllo elettronico, con palette al volante, sfrutta una frizione più raffinata rispetto a quella delle endurance. L’aerodinamica genera oltre 1.100 kg di carico a 240 km/h, consentendo accelerazioni laterali superiori ai 3 g. Risultato: tempi sul giro migliori della Ford GT LM, persino con piloti non professionisti. L’assetto, dotato di ammortizzatori Multimatic Adaptive Spool Valve, è regolabile dal pilota in corsa senza necessità di fermarsi. Il telaio in fibra di carbonio, derivato dalle versioni da gara, integra una struttura di sicurezza ancora più avanzata.
La Ford GT Mk IV non offre soltanto prestazioni. Ogni proprietario partecipa al programma Multimatic On Track, una giornata interamente dedicata alla conoscenza della vettura. Prima della consegna, il collaudo è affidato al pilota ufficiale Scott Maxwell. Successivamente, i clienti vivono sessioni guidate con supporto tecnico e istruttori ufficiali, seguite da un controllo completo del mezzo. Una preparazione che trasforma la consegna in un rito. Ford ha annunciato che la produzione dei telai in carbonio è iniziata e che le ultime richieste devono pervenire entro il 15 ottobre. Dopo quella data, la linea si fermerà definitivamente. Sarà forse questa l’ultima occasione per possedere un pezzo di storia vivente, nato per la pista e destinato a restare leggenda?
