Le proteste contro Elon Musk e Tesla sono ormai un fenomeno che va ben oltre gli Stati Uniti e sta scuotendo il mondo intero. Immaginate questo: migliaia di persone, in Canada, Europa, e Stati Uniti, si sono riunite davanti alle concessionarie Tesla per far sentire il loro malcontento. Ma cosa c’entra Musk con tutto questo? La risposta è nelle sue scelte recenti e, soprattutto, nel suo legame con l’amministrazione di Donald Trump, che non è certo piaciuto a una buona fetta di opinione pubblica.
Atti vandalici e incendi: Tesla sotto assedio, l’FBI indaga
A tirare le fila di questa mobilitazione c’è TeslaTakedown, un gruppo con un obiettivo chiaro: mettere Tesla in difficoltà, ma non sul piano ideologico, piuttosto colpendo l’azienda dove fa più male: i soldi. La strategia è quasi provocatoria: spingere i proprietari di Tesla a vendere le auto, convincere gli investitori a liberarsi delle azioni e, soprattutto, far capire al pubblico che Tesla non è più il brand rivoluzionario di un tempo. Se l’azienda perde valore, secondo loro, Musk dovrà ascoltare le richieste del popolo. Semplice, no? Ma sarà davvero così? Non è detto.
Ma mentre il gruppo si definisce pacifico, la realtà è che, purtroppo, la situazione sta prendendo una piega un po’ più calda. Diverse concessionarie sono state bersagliate da atti vandalici, con auto distrutte e vetrine abbattute. Questi episodi sono così gravi che in America l’FBI ha deciso di aprire un’indagine, considerando alcuni di questi atti come terrorismo interno.
E, come se non bastasse, proprio oggi è arrivata la notizia di un incendio in una concessionaria Tesla a Roma, dove diciassette auto sono state ridotte in cenere. Nessuno si è fatto male, ma i danni sono ingenti. Le autorità sono al lavoro per capire cosa sia successo, anche se l’ipotesi di un atto doloso non è da escludere.
Musk, al momento, non ha commentato ufficialmente la cosa. Ma la situazione attorno a Tesla sta diventando davvero tesa. Cosa accadrà ora? Queste proteste continueranno a crescere, o col tempo si spegneranno? Solo il futuro potrà dirlo, ma è chiaro che la battaglia per Tesla è appena iniziata.
