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Videogiochi: scoppia il caso per alcuni acquisti cancellati dalla libreria

Una delle pratiche più comuni nel mondo dei videogiochi è quella di acquistarli online e tenerli custoditi nella propria libreria digitale del client al quale siamo iscritti, una pratica che però per gli utenti Ubisoft è diventata sinonimo di paura di perdere i propri videogiochi a seguito di un evento evento legato al videogioco The Crew, si tratta infatti di un fatto grave che ha scosso tantissimi utenti.

Il videogioco in questione è andato incontro alla chiusura dei server online lo scorso 31 marzo di quest’anno, cosa che ha ovviamente reso impossibile giocare alle modalità co-op e competitive, le quali però non erano le uniche presenti nel videogioco dal momento che quest’ultimo godeva anche di una campagna single player rimasta accessibile indipendentemente dalla presenza o meno dei server online.

 

Ubisoft taglia tutto

La decisione di Ubisoft però è stata ben più drastica infatti a seguito della chiusura dei server online l’azienda ha reso inaccessibile il videogioco a tutti gli utenti

indipendentemente dalla modalità, gli utenti infatti non hanno più potuto giocare al loro videogioco anche in modalità off line, cosa che ha lasciato tutti con la mano in bocca dal momento che si trattava comunque di un videogioco acquistato o che era stato riscattato nel periodo gratuito, con anche alcuni contenuti aggiuntivi acquistati a parte.

Tutto ciò ha lasciato parecchi dubbi nelle menti dei video giocatori dal momento che in molti temono che avere i videogiochi salvati sulla libreria online non li renda davvero di loro proprietà dal momento che un giorno un’azienda potrebbe tranquillamente svegliarsi e con un semplice clic rendere inaccessibili questi ultimi agli utenti, un vero e proprio processo di demonizzazione dei videogiochi acquistati in digitale.

Ora non rimane che attendere le mosse di Ubisoft la quale ovviamente ricevuto una pioggia di critiche per la decisione presa di rimuovere il videogioco dalle librerie dei suoi clienti.

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Pubblicato da
Eduardo Bleve