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Occhi stanchi e secchi, come sopravvivere nell’era digitale

Come la costante esposizione ai dispositivi digitali contribuisce alla fatica dei nostri occhi

I nostri occhi sono spesso sottoposti ad uno sforzo intenso. Passiamo diverse ore davanti al computer, leggiamo con poca luce e utilizziamo i cellulari per inviare messaggi, tutte azioni che richiedono uno sforzo visivo, spesso sottovalutato.

 

Perché ci stropicciamo gli occhi?

Dopo lunghe sessioni di lavoro o di svago, i nostri occhi si stancano e uno dei sintomi più comuni è la sensazione di pesantezza e secchezza, che spinge molti a strofinarsi gli occhi con le mani.

Questo comportamento è diffuso in tutte le età e popolazioni umane, riscontrato persino nei neonati di poche settimane di vita.

Le ragioni dietro questo comportamento sono state oggetto di studio approfondito. Sembra che strofinare gli occhi sia una reazione allo stress visivo, causato dall’accumulo di fatica nei muscoli ciliari e oculari che controllano il movimento del cristallino e degli occhi stessi. Quando questo accumulo diventa eccessivo, i muscoli richiedono un po’ di relax, e il massaggio oculare

che ne deriva favorisce una migliore circolazione sanguigna, eliminando i prodotti di scarto e aumentando l’apporto di ossigeno alle cellule oculari.

Tenere gli occhi aperti se si è molto stanchi favorisce anche il riposo, migliorando l’afflusso di sangue e preparando il corpo al sonno.

 

Segnali d’allarme di un corpo stanco

Un’altra ragione per cui ci strofiniamo gli occhi è la secchezza della loro superficie. Quando gli occhi rimangono aperti per molto tempo, tendono ad asciugarsi, causando irritazioni che possono essere alleviate dal rilascio di lacrime. Se però non battiamo spesso le palpebre, la produzione lacrimale diminuisce, aumentando lo stress oculare. Lo strofinamento degli occhi stimola quindi la ghiandola lacrimale, risolvendo il problema.

Questo fenomeno rivela anche una caratteristica straordinaria dei nostri occhi: la capacità di percepire i segnali chimici prodotti dalle loro cellule durante le normali attività metaboliche, persino quando siamo stanchi.

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Pubblicato da
Margherita Zichella