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Apophis, il gigante innocuo nascosto tra le stelle

Un nuovo studio esclude rischi di collisione per Apophis

Quando l’asteroide Apophis è stato scoperto nel lontano 2004, la sua presenza ha suscitato preoccupazioni legate alla possibilità di un impatto con la Terra, portando alla sua inclusione nella “lista nera” degli asteroidi potenzialmente pericolosi. Studi successivi hanno contribuito a raffinare la conoscenza della sua traiettoria, escludendo la minaccia di collisione con il nostro pianeta per almeno i prossimi cento anni. Nonostante questa rassicurante scoperta, persisteva una domanda intrigante: esisteva la possibilità che Apophis potesse invece entrare in collisione con altri asteroidi o corpi celesti in movimento, mettendo a rischio una deviazione pericolosa?

 

Il serpente egizio nel mirino della NASA

Gli ultimi risultati di uno studio condotto sotto la guida di Paul Wiegert, professore di fisica e astronomia presso la Western University in Canada, hanno dissipato anche questa potenziale minaccia. Secondo le simulazioni eseguite dal gruppo di ricerca, la probabilità di una collisione tra Apophis e uno degli asteroidi o delle comete attualmente conosciuti si avvicina allo zero. Questa conclusione, frutto di un’analisi accurata, fornisce ulteriori elementi di tranquillità riguardo a eventuali rischi di impatto nel nostro sistema solare.

Per comprendere meglio il contesto, Apophis, noto anche come Asteroide 99942, presenta un diametro di circa 300 metri

e trae il suo nome dal demone serpente della mitologia egizia, simbolo di male e caos. Nonostante la sua sinistra denominazione, le scoperte più recenti hanno permesso di scartare completamente l’ipotesi di un impatto con la Terra, almeno fino al prossimo secolo. E’ atteso un ravvicinamento nel 2029, quando Apophis si avvicinerà a circa 32mila chilometri dalla superficie terrestre, offrendo un’opportunità unica di studio.

 

Osiris-Apex e la missione di svelare i misteri di Apophis

La NASA ha progettato la missione Osiris-Apex per sfruttare questo evento, consentendo l’osservazione ravvicinata di Apophis e l’acquisizione di dati preziosi per ulteriori ricerche scientifiche. Questa opportunità unica offrirà una visione dettagliata dell’asteroide, consentendo agli scienziati di approfondire la comprensione della sua composizione e struttura. In questo contesto, la missione diventa non solo una risposta alle antiche paure di collisioni, ma anche un passo avanti nella nostra esplorazione e comprensione dell’universo che ci circonda.

Mentre le teorie apocalittiche legate ad Apophis si sono dissolte nel corso degli anni, la missione imminente rappresenta un modo tangibile per sfruttare l’occasione offerta dalla vicinanza dell’asteroide, consentendo agli scienziati di accrescere il nostro bagaglio di conoscenze e di celebrare i progressi della nostra capacità di esplorare e comprendere il vasto regno celeste.

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Pubblicato da
Margherita Zichella