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Microsoft: gli analisti non hanno dubbi, presto dirà addio alle console

Da sempre il mondo delle console vede la guerra aperta tra Sony e Microsoft che si contendono il mercato con le loro console di punta, rispettivamente PlayStation e Xbox, che hanno monopolizzato il mercato delle console da gioco maggiori e duellano costantemente a colpi di esclusive ed hardware sempre più performante.

Qualcosa però molto presto potrebbe cambiare, stando a quanto calcolato dal alcuni analisti del Financial Times la linea è abbastanza segnata per Microsoft con un finale ben scritto, ovvero l’abbandono del mercato hardware a favore del solo publishing.

 

Addio all’hardware

Un analista nel dettaglio, Serkan Toto, non ha dubbi e parla di segnali inequivocabili che mostrano un sempre minore impegno di Microsoft nel mondo dell’hardware, cosa che fa ipotizzare un avvicinamento ad una soluzione in stile anni 90′, “quando sul mercato esistevano solo console giapponesi“, affermazione un po’ scorretta dal momento che comunque nel mercato erano presenti  console come 3DO, Atari Jaguar e Amiga CD32, di produzione occidentale.

Secondo David Gibson di MST invece Microsoft cambierà campo da gioco spostandosi sul Cloud, questa tecnologia, quella del cloud gaming, non è ancora sviluppata ma quando lo sarà l’azienda coglierà l’occasione abbandonando l’hardware e lasciando a Sony e Nintendo il mercato da spartirsi.

Infine, Atul Goyal di Jefferies & Company parla di una possibile soluzione che accontenterebbe tutti, concordando sul publishing che andrebbe a garantire profitti più elevati a Microsoft grazie all’assenza delle perdite legate alle scarse vendite di Xbox, con il mercato sul quale banchenterebbero invece Sony e Nintendo.

Dai pensieri degli analisti sembra dunque che la strada sia segnata, ovviamente i tempi sono lunghi e non immediati, dunque al momento Xbox resterà ancora tra noi, infatti Microsoft programma di presentare una versione next gen per il 2026 oltre che una gamma hardware di accessi per le versioni attuali a breve, non resta che attendere.

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Pubblicato da
Eduardo Bleve