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Cometa, una storia legata allo spazio

Tutti nella vita siamo legati a qualcosa a cui teniamo chi ha una persona, chi ad un oggetto e così via. Ma la domanda più grande è cosa c’entra una cometa con questo discorso. Sicuramente rientra nel discorso grazie alla vita di Mark Twain. Esso e la sua vita sono legati all’arrivo di questo corpo celeste cosa davvero inusuale ma davvero commovente.

 

Cometa, cosa c’entra nel particolare?

Mark Twain è molto famoso per le sue opere e per avere una fama come letterato più importante della storia americana, marcando grazie alla sua ironia la seconda metà dell’Ottocento. Lui nacque il 30 Novembre 1835 dopo che si avvicinò alla Terra il famoso corpo celeste di Halley, una cometa molto famosa visto che si avvicinava all’orbita della Terra ogni solo 76 anni. Essa visto che interagisce molto col nostro pianeta è stata qualche volta il soggetto di qualche dipinto molto importante.

Spesso questa cometa era presa e scambiata come un messaggio divino, più che altro come una raffigurazione dell’anima di un uomo potente appena morto, portatore di sventure. Sicuramente nel 1835

tutte le persone che componevano la società del tempo erano a conoscenza che questa cometa era innocua e quindi era solo un fantastico spettacolo della natura.

Mark Twain allora nel 1835 sicuramente non poteva vedere la cometa siccome era appena nato, ma con il tempo proclamò una profezia. Ovvero che la sua scomparsa coinciderà con quella del corpo celeste. Twain dopo queste parole si congedò e disse addio al mondo della letteratura americana ringraziando la cometa. La famosissima cometa di Halley fece in seguito il suo sbarco sulla Terra il 21 aprile del 1910. Lasciando nel cielo una fantastica scia colorata. Però dopo questo fantastico evento ci lasciò la mattina del 21 aprile Twain lo stesso identico giorno del corpo celeste.

Successivamente gli storici e gli scienziati con le loro ricerche avevano scoperto che Twain era ossessionato da questa cometa. Tale ossessione portò molte altre persone a innamorarsi di essa.

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Pubblicato da
Gabriele Palmieri