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È possibile utilizzare l’AI per imparare come i bambini?

L’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) con lo studio del linguaggio umano è stata oggetto di un’approfondita indagine. La capacità delle macchine di apprendere il linguaggio, infatti, è una componente cruciale per il progresso tecnologico in questo campo. Al fine di comprendere la validità del parallelismo tra AI e sviluppo del linguaggio nei bambini, un team di ricercatori dell’Università di New York (NYU) ha intrapreso un innovativo studio.

In particolare, il team della NYU ha adottato un approccio rivoluzionario focalizzato sull’addestramento di una rete neurale. Il punto di partenza di questo addestramento è l’input proveniente da un singolo bambino. Contrariamente alle moderne intelligenze artificiali, come il GPT4, che apprendono da enormi quantità di dati linguistici, il modello AI multimodale è stato istruito attraverso gli occhi e le orecchie del bambino. Per farlo sono state utilizzate registrazioni video di una telecamera montata sulla testa del bambino, durante un lasso di tempo che va dal sesto mese fino al secondo compleanno. L’obiettivo era chiaro: determinare se il modello AI poteva apprendere parole e concetti basati sull’esperienza quotidiana di un bambino.

Imparare il linguaggio con l’AI

I risultati di questa ricerca pionieristica, pubblicati sulla prestigiosa rivista Science, hanno rivelato risultati interessanti. Infatti, il modello AI è stato in grado di assimilare un notevole numero di parole e concetti, utilizzando solo una frazione minima dell’esperienza del bambino. Sorprendentemente, anche se i video coprivano solo circa l’1% delle ore in cui il bambino era sveglio, ciò è risultato sufficiente per un’autentica acquisizione del linguaggio.

Questo studio ha presentato un’opportunità unica per esplorare le dinamiche dell’apprendimento linguistico nei bambini, superando dibattiti classici sull’acquisizione delle parole. L’uso di modelli AI per studiare il reale processo di apprendimento linguistico nei bambini potrebbe contribuire a risolvere diverse controversie. Tra queste spiccano quelle riguardanti i bisogni specifici del linguaggio, la conoscenza innata e l’apprendimento associativo. Va notato che il lavoro è stato sostenuto dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e dalla National Science Foundation. Questo supporto mette in evidenza l’importanza strategica dell’intera ricerca.

Questo innovativo approccio offre nuove prospettive sulla connessione tra l’AI avanzata e lo sviluppo umano. Inoltre, apre la strada a futuri studi e dibattiti sulla natura dell’apprendimento linguistico nei primi anni di vita. Il lavoro della NYU rappresenta un passo significativo verso la comprensione e l’integrazione più profonda tra l’intelligenza artificiale.

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Pubblicato da
Margareth Galletta