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Le decisioni chiave dell’Europa per l’intelligenza artificiale

Il prefinanziamento come segnale positivo per la crescita tecnologica in Europa

Le prossime elezioni europee rappresentano un’opportunità cruciale per riconsiderare criticamente l’approccio di Bruxelles nei confronti delle sfide tecnologiche emergenti. La presidente del Consiglio ha recentemente accolto con favore, attraverso un tweet, il prefinanziamento di oltre mezzo miliardo di euro destinato a RePowerEu nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Un evento altrettanto rilevante, ma meno evidenziato, è stato il varo di un significativo piano dell’Unione europea relativo all’intelligenza artificiale il giorno prima.

 

L’Europa investe 4 Miliardi nell’intelligenza artificiale

Questo piano, alimentato dai fondi Horizon, prevede investimenti per un totale di 4 miliardi di euro, mirando a facilitare la creazione e la crescita di start-up e aziende nel settore della tecnologia. Questo passo assume un’importanza significativa, soprattutto considerando le critiche, talvolta infondate data la robusta rete di supercomputer europea, riguardo alla presunta incapacità di Bruxelles di competere tecnologicamente senza avere squadre in campo.

Le decisioni recenti dimostrano chiaramente che l’Unione europea non è estranea agli incentivi e alle politiche industriali. Si riscontra una forte volontà di incoraggiare lo sviluppo tecnologico e di creare un ambiente favorevole per le nuove imprese, il tutto all’interno di un quadro regolatorio che rispetta i principi fondanti dell’Unione. Questi principi sono ancorati saldamente ai valori democratici

, che i singoli Stati membri portano inizialmente come entità autonome e che oggi guadagnano forza nell’essere parte di un mercato di 450 milioni di cittadini, ambito in cui tutte le aziende aspirano ad essere competitive.

Un esempio tangibile di questa tendenza è la decisione di Apple di adeguare le regole del suo Apple Store a quelle dell’Unione europea. La lezione da apprendere è che, in ambiti critici come l’intelligenza artificiale, dove gli attori coinvolti spesso abbracciano valori superiori al Pil di singoli Paesi, la competizione può essere affrontata in modo efficace solo come unione di Stati.

 

Verso un futuro tecnologico sostenibile

Il futuro dirà se i decisori politici e aziendali sono consapevoli di questa realtà e pronti a sfruttare appieno il potenziale dell’Unione europea in questo settore. La sfida sta nell’assicurare che l’Europa non solo partecipi, ma guidi il cammino nella competizione globale, garantendo nel contempo il rispetto dei principi democratici e promuovendo l’innovazione tecnologica. La strada è tracciata, e il percorso che l’Unione europea intraprenderà nei prossimi mesi sarà cruciale per il suo ruolo nel panorama tecnologico globale.

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Pubblicato da
Margherita Zichella