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Buchi neri: ecco cosa accadrebbe se ci avvicinassimo sempre più a M87

scritto da Eduardo Bleve 03/03/2023 0 commenti 2 Minuti lettura
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I buchi neri al giorno d’oggi sono gli oggetti spaziali più affascinanti e spaventosi allo stesso tempo che gli scienziati stanno cercando di capire a fondo attraverso numerosi studi e osservazioni che, ovviamente, devono sottostare ai limiti intrinseci sia della nostra tecnologia che dei buchi neri, dal momento che recepire informazioni da quel tipo di corpo è davvero complesso.

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Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se un corpo o una persona si avvicinasse all’orizzonte degli eventi di un buco nero ? Proviamo a scoprirlo insieme prendendo come esempio quello al centro della galassia M87 la cui massa è 6,5 miliardi di volte quella solare.

 

Numerosi effetti e lo slittamento temporale

Se ci avviciniamo ad un buco nero, la gravità diventa sempre più intensa e gli effetti gravitazionali diventano sempre più estremi. Ci sono alcune cose che accadrebbero se ci avvicinassimo ad un buco nero:

  1. Dilatazione temporale: A causa della forte gravità del buco nero, il tempo scorre più lentamente a misura che ci avviciniamo all’orizzonte degli eventi. In altre parole, il tempo percepito da un osservatore che si avvicina al buco nero sembra rallentare rispetto al tempo misurato da un osservatore esterno.
  2. Deformazione spaziale: La forte gravità del buco nero deforma lo spazio intorno ad esso. Ciò significa che le direzioni diventano distorte e la luce che passa vicino al buco nero viene deviata dalla sua traiettoria originale.
  3. Effetto di marea: A misura che ci avviciniamo al buco nero, la differenza di gravità tra i punti più vicini all’orizzonte degli eventi e quelli più lontani aumenta, provocando una forza di marea molto forte che può strappare gli oggetti in parti più piccole. Questo effetto è noto come effetto di marea gravitazionale.
  4. Orizzonte degli eventi: Se ci avviciniamo abbastanza al buco nero, raggiungeremo l’orizzonte degli eventi, il punto di non ritorno oltre il quale la gravità del buco nero è così forte che non possiamo sfuggirgli. Una volta oltrepassato l’orizzonte degli eventi, non c’è alcun modo di tornare indietro.
  5. Singolarità: Al centro del buco nero c’è una singolarità, un punto di densità e gravità infinita dove la fisica tradizionale smette di funzionare.

Per quanto riguarda lo slittamento temporale, man mano che ci avviciniamo all’orizzonte esso diventa molto più accentuato:

  • 2Km: Lo slittamento del tempo dell’osservatore è dello 0,00053% rispetto al tempo misurato da un osservatore distante. Questo significa che il tempo misurato in prossimità del buco nero scorre leggermente più lentamente rispetto al tempo misurato da un osservatore distante.
  • 10 Metri: In questo caso lo slittamento temporale è ancora più piccolo rispetto a quello calcolato in precedenza, di circa lo 0,000000001%, rispetto al tempo misurato da un osservatore distante. Questo significa che il tempo misurato a soli 10 metri dall’orizzonte degli eventi scorre molto lentamente rispetto al tempo misurato da un osservatore distante, sembra quasi fermarsi.
fisicascienza
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Eduardo Bleve
Eduardo Bleve

Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.

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