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La NASA propone un significativo aggiornamento per le sue missioni spaziali

La NASA ha scelto la tecnologia Microchip per creare un processore HPSC (High-Performance Spaceflight Computing) che, secondo la NASA, fornirà almeno 100 volte la capacità di calcolo degli attuali computer per il volo spaziale. Secondo Wesley Powell, tecnologo senior della NASA per l’avionica avanzata, gli attuali sistemi informatici per il volo spaziale ‘sono stati creati oltre 30 anni fa’ e ‘le future missioni della NASA richiedono capacità e affidabilità di calcolo a bordo notevolmente maggiori’.

Microchip Technology, con sede a Chandler, in Arizona, è attiva da oltre 30 anni ed è specializzata nella produzione di microcontrollori, circuiti integrati a segnale misto, analogici e Flash-IP. Nei prossimi tre anni, Microchip cercherà di creare e fornire il processore HPSC, con l’intenzione di utilizzarlo in future missioni di esplorazione lunare e planetaria.

La NASA sta progettando nuove tecnologie

Il progetto sarà completato con un contratto a prezzo fisso da 50 milioni di dollari, con Microchip che contribuirà ai maggiori costi di ricerca e sviluppo. Secondo i rapporti, la nuova architettura del processore di Microchip consente alla potenza di elaborazione di ‘fluire e rifluire’ in base ai requisiti operativi attuali,

il che significa che alcune operazioni di elaborazione possono anche essere disattivate quando non sono in uso, riducendo il consumo energetico.

Secondo la NASA, la capacità consentirà di risparmiare una quantità significativa di energia migliorando allo stesso tempo l’efficienza di elaborazione complessiva per le missioni spaziali. Secondo la NASA, la nuova tecnologia potrebbe essere utile per i sistemi commerciali sulla Terra che hanno esigenze di edge computing mission-critical simili a quelle delle missioni spaziali e devono essere in grado di continuare le operazioni in sicurezza se un componente del sistema si guasta.

L’automazione industriale, la trasmissione di dati Ethernet sensibile al tempo, l’intelligenza artificiale e persino i gateway Internet of Things che collegano diverse tecnologie di comunicazione sembrano essere tra i potenziali usi.

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Pubblicato da
Michele Ragone