Il rover Perseverance della NASA si è recentemente imbattuto in un pezzo di pellicola lucida appiccicato a una roccia durante alcune esplorazioni su Marte. Questo genere di spazzatura trovata sul Pianeta Rosso è opera della NASA stessa.

Il team che si occupa della missione del rover suppone che il pezzo di pellicola trovato sia probabilmente quel che resta di una coperta termica che ha permesso l’atterraggio di Perseverance sulla superficie marziana nel 2021. Tuttavia, non sanno realmente spiegarsi il perché quella pellicola sia stata ritrovata a ben due miglia da dove è atterrato il rover. Non è la prima volta che la Nasa si imbatte nei detriti delle proprie operazioni su Marte.

Ad aprile, Ingenuity è arrivato su Marte con Perseverance e ha avuto alcune difficoltà nella fase di discesa, durante l’atterraggio che li ha portati entrambi sulla superficie del Pianeta. È la probabile fonte del pezzo di coperta termica che Perseverance ha recentemente scovato. In entrambi i casi, in qualsiasi scenario ipotizzabile, il responsabile di questi rifiuti resta la NASA.

NASA trova i suoi stessi rifiuti durante l’esplorazione del Pianeta Rosso

Tutte le missioni su Marte hanno lasciato tracce e residui sulla superficie, inclusi i rover Opportunity e Spirit. Lo stesso vale per il lander Schiaparelli dell’Agenzia spaziale europea che si è schiantato su Marte nel 2016. La missione con andata e ritorno della Nasa, programmata per recuperare materiale del suolo marziano entro il 2030, è l’unica missione attualmente programmata per riportare qualcosa sulla Terra.

La Nasa fa di tutto per assicurarsi che i suoi veicoli siano pronti prima di volare su Marte per prevenire la contaminazione biologica da parte dei microbi della Terra. Per il momento pezzi di hardware specifici sono spesso necessari per portare i veicoli spaziali sulla superficie di altri pianeti. Anche questa problematica incide sul modo in cui la NASA gestisce i suoi stessi rifiuti e risorse in eccesso.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.