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Viaggi nello spazio senza invecchiare: sperimentata l’ibernazione

La tecnologia ci permette di addentrarci in territori inesplorati, talvolta oltrepassando limiti molto flebili. Stati Uniti e Russia ne sono la prova. Di recente hanno stilato un accordo per costruire una stazione spaziale in orbita, attorno alla Luna e Marte. Per farlo la soluzione è l’ibernazione, un concetto che fino ad ora è sempre stato pura fantascienza.

i viaggi di andata e ritorno per Marte, che durano mesi o settimane, sono impegnativi. Lo stesso vale per i viaggi sulla Luna. Gli scienziati si sono chiesti cosa si potrebbe fare per restare più a lungo o per spingersi persino oltre e raggiungere le superfici di Giove, Saturno e altri pianeti. Per distanze e tempi così lunghi serve una soluzione efficace per garantire l’incolumità degli astronauti ed esperti durante le missioni. Come garantire la sopravvivenza dell’equipaggio così a lungo?

Una strada percorsa da sempre solo dalla fantascienza è l’ibernazione, adesso riconsiderata anche dalla scienza. Può sembrarci follia, ma la tecnologia è talmente avanti rispetto a noi esseri umani che ci permette di varcare soglie piuttosto delicate. L’ibernazione è un campo già esplorato da alcune società come KosmoTech e KrioRus,

che in occasione di questo progetto hanno dato vita al Consortium Space technologies.

Andare su Marte senza invecchiare di un giorno: in fase sperimentale l’ibernazione nello spazio

Per concretizzare questa idea e questo progetto, il primo passo sarà inviare nello spazio del materiale biologico, sia umano che di animali, e altri campioni di varia natura, per testare cosa accade a queste parti organiche durante l’ibernazione nello spazio. In questa fase iniziale, le società mettono a disposizione le proprie tecnologie per eventuali riparazioni necessarie laddove qualcosa andasse storto con i materiali organici lanciati nello spazio.

KrioRus non è così estranea a questa idea. Sono anni che la società si occupa di criopreservazione di corpi e cervelli umani, cani, uccelli e gatti. Le parole stesse mettono in luce che criopreservazione e ibernazione non sono la stessa cosa. La prima pratica riguarda i defunti. La seconda è una pratica riservata ai vivi per bloccarne la progressione biologica, affinché sia possibile farla ripartire in qualsiasi momento preservandone nel frattempo tutte le caratteristiche. Un’idea che per quanto possa incuriosire risulta indubbiamente controversa.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano