Covid e Green pass: ufficiale l'uso del certificato verde sul lavoro, cosa cambia

L’accesso a tutti i luoghi di lavoro sarà vincolato al Green pass. Il certificato verde dunque dovrà essere esibito da tutti i lavoratori secondo le nuove scelte prese in carico dal governo per contrastare la pandemia da Covid-19.

Dal prossimo 15 ottobre quindi ci sarà un cambiamento, il quale comporterà la vaccinazione, un tampone negativo ogni quarantott’ore o la guarigione dalla malattia per poter entrare all’interno degli uffici sia pubblici che privati. L’obbligo prossimamente potrebbe essere esteso anche a negozi, ristoranti e studi professionali mentre per tutti coloro che si presenteranno al lavoro continuativamente senza Green pass, ci saranno multe che andranno dai 400 ai 1000 €. 

Non sarà disposta la possibilità di un licenziamento ma scatteranno le sospensioni sia dallo stipendio che dal lavoro stesso dopo cinque giorni di assenza ingiustificata nel pubblico e tre nel privato.

 

Green pass: arriva la svolta, ma chi potrà essere affidato ai controlli?

I posti di lavoro ora necessiteranno quindi di un Green pass per vedere accedere i dipendenti ma resta un aspetto da chiarire. Chi saranno le persone addette al controllo? Secondo il Corriere della Sera, i medici aziendali non potranno essere coinvolti in questa iniziativa. Come riporta il giornale:

“qualora uno di loro dovesse esprimere una non idoneità nei lavoratori non in possesso di certificazione verde il lavoratore interessato potrebbe adire a un ricorso avverso il giudizio ed è facile immaginare che gli organi competenti accoglierebbero il ricorso annullando il giudizio del medico competente e potrebbero nondimeno sanzionarlo”.

Si lotta intanto sul fronte tamponi, con la richiesta da parte di Cgil, Cisl e Uil di renderli gratuiti per tutti con il governo che però si oppone visto che potrebbe sorgere il rischio di incentivare la gente a non fare più il vaccino.