Donald Trump ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una nota per congratularsi con la Nigeria e il suo presidente, Muhammadu Buhari, per aver di recente bannato Twitter dal Paese.

L’ex Presidente USA ha inoltre spiegato che, dal suo punto di vista, altri Stati dovrebbero fare lo stesso con i social e che forse lui stesso avrebbe dovuto bannare Facebook ma che non l’ha fatto perché Zuckerberg continuava a chiamarlo per dirgli quanto fosse bravo. Ecco maggiori dettagli.

 

Donald Trump dichiara: “avrei dovuto bannare anche Facebook”

Ecco la dichiarazione dell’ex Presidente: “Complimenti alla Nigeria che ha appena bannato Twitter in risposta al ban del suo presidente [dalla piattaforma]. Più Paesi dovrebbero bannare Twitter e Facebook perché non danno spazio alla libertà di parola, tutte le voci dovrebbero essere ascoltate. Nel frattempo, altri competitor emergeranno e prenderanno il comando. Chi sono loro per decidere ciò che è bene e male, se loro stessi sono male? Forse avrei dovuto farlo quando ero presidente ma Zuckerberg continuava a chiamarmi e a venire alla Casa Bianca per cena, dicendomi quanto fossi grande. 2024?”.

Quel “2024” finale è evidentemente un riferimento alla sua possibile ricandidatura alle prossime elezioni presidenziali. Il messaggio, in perfetto stile Trump, è il risultato di una travagliata esperienza sui social dell’ex presidente che, dopo esserne stato un grande utilizzatore, ha subìto a sua volta una serie di ban, gli ultimi dei quali apparentemente definitivi.

Il messaggio lascia aperti tutta una serie di interrogativi, ad esempio non è affatto scontato (anzi) che il Presidente degli Stati Uniti possa decidere a suo piacimento quale azienda possa o non possa operare online, e se gli utenti possano o non possano accedervi. Curioso anche il riferimento all’insistenza di Mark Zuckerberg che, qualora quanto detto fosse vero, sarebbe stato estremamente vicino al Presidente. Il creatore di Facebook negli ultimi mesi è stato sotto i riflettori soprattutto per una disputa con Apple e per le ingenti spese sostenute dall’azienda per garantirne la sicurezza personale.