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Gli effetti dei vaccini cambiano tra la prima e la seconda dose, sia a livello di reazioni avverse che di efficacia. Con AstraZeneca, la prima dose ha un rischio di far sviluppare un effetto collaterale grave con un’incidenza di uno ogni 55.000 persone vaccinate; è una dato che cambia da paese a paese.

Per la seconda dose di AstraZeneca, il rischio grave di trombosi in seguito alla somministrazione della seconda dose è molto più bassa. In questo caso si parla infatti di uno ogni 600.000 dosi somministrate. In pratica il rischio è di meno di un decimo rispetto alla prima dose. In aggiunta, il coagulo di sangue in sé causa una reazione a sua grave solo in una frazione dei casi ovvero il 20% allo stato attuale; all’inizio era più alto perché i medici non erano pronti e non sapevano cosa aspettarsi.

 

AstraZeneca: gli effetti della seconda dose

Un aspetto importantissimo della seconda dose, di AstraZeneca come degli altri vaccini, è la maggiore efficacia nel prevenire casi sintomatici del Covid-19 in seguito al contagio da coronavirus. Prendendo come esempio la variante indiana di quest’ultimo, attualmente il ceppo più preoccupante in circolazione, con una sola dose si raggiunge una protezione di appena il 30%.

In seguito alla somministrazione della seconda dose la protezione raggiunge livelli importanti con picchi quasi dell’80%. Si sta parlando appunto della variante indiana. AstraZeneca, anche se non ai livelli dei vaccini a mRNA, raggiunge anche una protezione del 90% se la seconda inoculazione avviene con una certa distanza dalla prima. In sostanza, se si è fatta la prima dose di questo vaccino, la seconda deve preoccuparvi molto di meno.