vaccino lotteria USA

Un’idea sui generis, ma che potrebbe fungere da incentivo a vaccinarsi: 1 milione di dollari in palio nella lotteria per chi si fa somministrare almeno una dose di vaccino anti-Covid. Succede in Ohio, dove il governo ha pensato che istituire una lotteria fosse una buona idea per spingere ulteriormente gli americani alla vaccinazione.

Per noi potrebbe sembrare assurdo, ma in realtà dove non arriva la corretta informazione può arrivare lo stimolo a tentare la fortuna.

D’altra parte, non sarebbe la prima singolare trovata per convincere la popolazione a vaccinarsi. Sempre negli USA, a Los Angeles, si è tenuto l’enorme concerto Vax Live che ha raccolto sotto il proprio nome artisti del calibro di Jennifer Lopez, Ben Affleck, Selena Gomez, Sean Penn e perfino il principe Harry. L’intento era sollecitare per una più equa distribuzione dei vaccini nel mondo, ma anche tramite questo sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riceverne la somministrazione.

1 milione di dollari in palio per chi si vaccina: la trovata dell’Ohio

Ad oggi negli Stati Uniti è stato vaccinato quasi un terzo della popolazione, ma a breve arriverà la fase più problematica: portare anche gli scettici a vaccinarsi.

Per quanto folle possa sembrare inizialmente, stanziare 5 milioni di dollari (1 milione a settimana per 5 settimane di lotteria) come premio in palio per chi si vaccina non è un’idea del tutto insana. I costi che si andrebbero a sopportare con l’aumento delle ospedalizzazioni, le cure e tutto ciò che comporta avere nuovi focolai – se i cittadini mantenessero un atteggiamento di diffidenza verso i vaccini – sarebbero comunque molto alti.

Ecco come si è espresso il governatore dell’Ohio, intervistato su questa iniziativa: “So che alcuni potrebbero dire DeWine, sei pazzo: questa tua idea del premio da un milione di dollari è uno spreco di denaro. In realtà – spiega –  il vero spreco a questo punto della pandemia, quando il vaccino è prontamente disponibile per chiunque lo voglia, è una vita persa per il COVID-19″.

VIANew York Times